Caffè e intestino: gli effetti del caffè sul microbiota intestinale

da | Set 14, 2024

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Caffè e intestino: ecco gli effetti positivi e negativi 

Negli ultimi anni numerosi studi si sono concentrati sul rapporto tra intestino e caffè e microbiota e caffè. Moltissime persone, infatti, lamentano mal di pancia dopo il caffè, suscitando l’interesse dei ricercatori. Altri, invece, lo assumono per una scossa di caffeina, altri ancora lo fanno con la consapevolezza che questa bevanda possa aiutare l’evacuazione.  

Il rapporto tra caffè e intestino

Ma perché il caffè stimola l’intestino?La bevanda più amata in Italia agisce sulla mucosa intestinale, aumentando la peristalsi, ossia la contrazione dei muscoli intestinali.

Questo effetto stimolante può essere particolarmente apprezzato da chi soffre di stitichezza, ma non da tutti. Per diverso tempo, la responsabilità di questa azione sull’organismo è stata attribuita esclusivamente alla caffeina. Le recenti ricerche scientifiche a riguardo, però, confutano questa tesi, rivelando un meccanismo più complesso del rapporto tra caffè e intestino.

I ricercatori, infatti, hanno notato un effettivo aumento della contrattilità muscolare sia nell’intestino tenue che nel colon. Tuttavia, sembra che a stimolare il meccanismo non sia la caffeina. Durante la ricerca condotta, è stato infatti somministrato caffè decaffeinato, il quale provocava la medesima reazione.

Caffè e intestino: gli effetti del caffè sul microbiota intestinale

Da cosa dipende il “mal di pancia da caffè”?

Quindi, un’accentuata peristalsi dopo il caffè non sarebbe legata alla caffeina, ma ad altri composti bioattivi contenuti nei chicchi. Di recente si è visto che oltre alla caffeina, la bevanda contiene anche componenti specifici, tra cui minerali, alcaloidi, vitamine e lipidi

Anche altri composti del caffè, come l’acido clorogenico (potente antiossidante) e i composti fenolici, possono avere effetti stimolanti sul tratto gastrointestinale. Inoltre, è importante considerare che il caffè non agisce solo sull’intestino, ma può anche avere effetti sullo stomaco, aumentando la secrezione di acido gastrico, e sul sistema nervoso centrale, aumentando la concentrazione e la vigilanza.

Tra le cause dell’irritazione intestinale c’è l’aumento dei livelli di gastrina e colecistochinina, due ormoni coinvolti nell’evacuazione: la gastrina favorisce l’attività del colon, mentre la colecistochinina favorisce il transito intestinale.

Rimane importante sottolineare che l’effetto del caffè sul rilascio di questi ormoni e sulla motilità intestinale varia da individuo a individuo, e non tutti sperimentano un aumento significativo della peristalsi.

Effetti positivi e negativi nel rapporto intestino caffè

Gli effetti positivi

Al mondo, ogni anno si consumano oltre 500 miliardi di tazze di caffè, rendendolo la seconda bevanda più consumata dopo l’acqua. Il caffè è dunque oggetto di grande interesse scientifico, in particolare per i suoi effetti positivi e negativi sull’intestino e sulla flora batterica intestinale. In generale, gli studi osservazionali hanno evidenziato una possibile riduzione dei rischi di cancro colorettale nei consumatori di caffè. Simili risultati sono stati osservati per i tumori allo stomaco, mentre non esiste un legame chiaro tra il consumo di caffè e il tumore all’esofago. Inoltre, dagli studi in vitro, sono emerse le proprietà antinfiammatorie ed antiossidanti sulle cellule dell’intestino e nei casi di adenocarcinoma colorettale. Sembra addirittura che il consumo moderato di caffè possa rallentare l’evoluzione del cancro del colon e del retto. Tuttavia, sono necessarie ulteriori ricerche per approfondire questi temi.

Gli effetti negativi

Tra gli effetti negativi del caffè, uno dei principali riguarda l’impatto sulla mucosa gastrica. Il consumo abituale di caffè, infatti, può contribuire ad aumentare l’acidità gastrica, favorendo condizioni come il reflusso gastroesofageo e la gastrite in soggetti predisposti. Inoltre, il caffè sembra alterare temporaneamente la composizione della flora batterica intestinale, riducendo il numero di alcune specie come Escherichia coli, Enterococcus, Bacteroides e Clostridium. Tuttavia, nonostante questi potenziali effetti negativi, il rapporto tra caffè e intestino non deve essere visto esclusivamente in termini negativi. Consumare caffè in modo consapevole e moderato può avere un impatto equilibrato sull’intestino e sulla salute generale. Come già spiegato, alcune ricerche indicano infatti che i composti bioattivi presenti nel caffè potrebbero avere effetti protettivi sul fegato e contribuire alla regolazione dei livelli di glucosio, grazie alle loro interazioni con l’intestino.

Ancora una volta, è bene ricordare che la sensibilità individuale gioca un ruolo chiave: alcune persone possono infatti tollerare bene il caffè, mentre altre potrebbero sviluppare disturbi come reflusso o irritazione intestinale.

Chi soffre di colon irritabile può bere caffè?

Come in ogni situazione, il consumo di caffè deve essere adattato alle caratteristiche fisiche di ciascuno. In linea generale, le persone che soffrono di sindrome dell’intestino irritabile (IBS) potrebbero trovare che il caffè peggiora i sintomi, poiché la bevanda può irritare l’intestino e aumentare la motilità gastrointestinale.

Tuttavia, non è necessario eliminare del tutto il caffè. Un consumo moderato potrebbe essere tollerato da alcune persone con colon irritabile, ma è importante valutare individualmente la propria sensibilità. L’aspetto principale, però, è mantenere in equilibrio il proprio microbiota intestinale, supportando una flora batterica sana. Un intestino in salute può permettere di godere occasionalmente di un caffè senza il rischio di un’immediata urgenza intestinale.

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