Disbiosi intestinale e acne: quale legame esiste?
La relazione tra intestino e acne è sempre più evidenziata in letteratura, così come quella tra brufoli e intestino in generale.
Come probabilmente già sai, infatti, la salute dell’intestino gioca un ruolo fondamentale nel benessere della pelle. Non a caso, numerosi studi scientifici mostrano un’associazione significativa tra un’alterazione del microbiota intestinale (disbiosi) e la comparsa di acne e brufoli.
Tra le diverse condizioni che possono scaturire da uno squilibrio del microbiota, la candidosi intestinale merita particolare attenzione per il suo possibile impatto sulla pelle.
La Candida è un micete normalmente presente nel nostro intestino e, in condizioni di equilibrio, non causa problemi. Tuttavia, quando il microbiota intestinale si altera, la Candida albicans può proliferare in eccesso, generando episodi di candidosi intestinale.
In questo contesto, è importante specificare che tra i sintomi della candidosi intestinale non contiamo solo disturbi digestivi o gonfiore addominale; al contrario, possono manifestarsi anche sintomi cutanei come acne, brufoli e altre alterazioni del film idrolipidico della pelle.

Ma cosa può causare la disbiosi e il possibile conseguente sviluppo della candidosi intestinale?
Devi sapere che le cause principali della disbiosi intestinale e dello sviluppo di candidosi comprendono:
- un’alimentazione squilibrata, ricca di zuccheri, grassi saturi e alimenti ultra-processati;
- l’uso prolungato di antibiotici o inibitori di pompa protonica;
- stress prolungato, sonno inadeguato e vita sedentaria che contribuiscono a un indebolimento delle difese immunitarie;
- alterazioni ormonali (es. gravidanza, uso di pillola anticoncezionale etc).
Un intestino che non funziona correttamente può quindi riflettersi sulla salute della pelle e, in alcuni casi, essere associato alla comparsa di brufoli o infezioni cutanee sul corpo.
Per una diagnosi corretta è comunque fondamentale rivolgersi a uno specialista, che potrà indicare esami specifici come le analisi delle feci per verificare proprio la presenza di candida nelle feci (o altri segni di infezione) o la colonscopia.
Come la candidosi intestinale può influenzare la pelle
La candidosi intestinale, se trascurata, può avere conseguenze che vanno ben oltre i disturbi digestivi. Infatti, oltre a poter causare gonfiore addominale (candida e pancia gonfia spesso vanno a braccetto), meteorismo e alterazioni delle feci, può infatti riflettersi sulla pelle, favorendo la comparsa di acne, brufoli e altre imperfezioni.
Il motivo? Semplice, l’intestino e la pelle sono strettamente collegati: esiste infatti un asse intestino-pelle, mediato da metaboliti microbici e citochine pro-infiammatorie. Quando questo equilibrio si rompe, come avviene in caso di candidosi intestinale, possono aumentare i processi infiammatori e possono comparire sintomi come brufoli, acne rosacea o persino infezioni dei brufoli.
La crescita incontrollata di Candida, infatti, altera la barriera intestinale, aumenta la permeabilità intestinale e stimola il sistema immunitario. Ne possono quindi derivare una maggiore produzione di sebo, l’attivazione di reazioni infiammatorie cutanee e una predisposizione a punti neri, pus e infiammazioni locali.

Curare la candidosi per migliorare l’acne
Come abbiamo visto, un intestino in disbiosi e la presenza di candidosi intestinale possono favorire la comparsa di acne e brufoli. Per questo motivo, è fondamentale affrontare il problema alla radice, lavorando sul benessere intestinale per aiutare la pelle a ritrovare il suo equilibrio.
Il trattamento della candidosi intestinale non si limita alla sola prescrizione di farmaci antimicotici o fitoterapici: richiede piuttosto un approccio integrato e un cambiamento dello stile di vita.
La dieta gioca infatti un ruolo centrale: ridurre il consumo di zuccheri semplici, lieviti, alimenti grassi, fritti e carboidrati raffinati aiuta a limitare la proliferazione della Candida e a contenere l’infiammazione che può riflettersi sulla pelle. L’aiuto di un valido Nutrizionista esperto in disturbi intestinali potrà essere un valido supporto in questa fase.
Un’alimentazione equilibrata può quindi contribuire a ridurre i sintomi della candidosi intestinale e a migliorare lo stato di salute del microbiota locale. Inoltre, anche l’attività fisica è preziosa, poiché favorisce la motilità intestinale e aiuta a ridurre il rischio di proliferazione eccessiva della Candida.
Infine, l’assunzione regolare di probiotici può aiutare a ristabilire l’equilibrio del microbiota intestinale, contribuendo a migliorare condizioni cutanee come l’acne. L’integrazione con probiotici come Vitalongum di Neobilive – che unisce 3 ceppi probiotici di Bifidobacterium longum microincapsulati, prebiotici, zinco e selenio – può quindi rappresentare un valido supporto per favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale e contribuire al miglioramento




