Cosa sono i probiotici?

LEZIONE 05

Probiotici: cosa sono?

Complimenti, sei arrivato all’ultimo capitolo!

Se sei arrivato fin qui sarai sicuramente curioso di sapere cosa sono i probiotici, vero?

Iniziamo subito allora!

Ecco la definizione di probiotici riportata integralmente dal sito del Ministero della Salute:

“Il termine probiotico è riservato a quei microrganismi che si dimostrano in grado, una volta ingeriti in adeguate quantità, di esercitare funzioni benefiche per l’organismo. Per alimenti/integratori con probiotici si intendono quegli alimenti che contengono, in numero sufficientemente elevato, microrganismi probiotici vivi e attivi, in grado di raggiungere l’intestino, moltiplicarsi ed esercitare un’azione di equilibrio sulla microflora intestinale mediante colonizzazione diretta. Si tratta quindi di alimenti in grado di promuovere e migliorare le funzioni di equilibrio fisiologico dell’organismo attraverso un insieme di effetti aggiuntivi rispetto alle normali attività nutrizionali.”

Da questo estratto ricaviamo due concetti estremamente importanti:

 

  • I probiotici devono essere vivi e vitali (ed arrivare come tali all’intestino);
  • Gli stessi devono essere ingeriti in quantità adeguate (che non è sinonimo di “eccessive” o “elevate”!).

Il mercato italiano: una gran confusione!

Ci sono tantissimi prodotti che si definiscono “probiotici” sul mercato e non è quindi raro incappare in confusione o errori.

Cerchiamo quindi di fare chiarezza rispondendo alle domande più importanti per te:

  • I probiotici sono tutti uguali?
  • Come si fa a capire qual è il migliore o il più affidabile?
  • E soprattutto: qual è il più sicuro?

La verità è che non tutti i probiotici sono uguali, tanto è vero che la stessa letteratura scientifica riporta diversi dati sulla non affidabilità di tanti di essi, sulla loro provenienza o denominazione, ma anche sulla loro sicurezza.

Inoltre, un altro importante aspetto da considerare sono i relativi costi di acquisto.

Essi possono infatti variare parecchio da prodotto a prodotto, senza che però venga data alcuna spiegazione plausibile per questa disparità sul mercato: qual è quindi il reale costo beneficio?

Alcune aziende si giustificano dicendo che il loro probiotico costa di più perché ne contiene in quantità maggiore.

Ma è sempre tutto vero quello che viene dichiarato?

Purtroppo, no. Alcune confezioni non contengono quello che viene dichiarato sulle etichette e, tra l’altro, i probiotici stessi non resistono per lungo tempo dentro le varie capsule o bustine se non si applicano tecnologie produttive all’avanguardia.

Come capire qual è un ottimo probiotico?

Ma come fa un consumatore a capire, o meglio sapere, queste cose che sono prevalentemente scientifiche e di dominio degli esperti? La domanda è lecita.

Ecco quindi alcuni semplici suggerimenti che possono aiutarti:

 

1) Leggi SEMPRE le etichette e la composizione

Un vero probiotico deve avere un’etichetta che descriva in maniera chiara la composizione di ciascun probiotico, la quantità esatta di ciascuno di essi o dei componenti aggiuntivi (ad es. zinco, selenio, vitamine o prebiotici).

Le etichette (o il foglietto illustrativo) devono essere esaustive, comprensibili e soprattutto autorizzate dagli organi competenti.

La quantità di ogni singolo componente deve essere adeguatamente indicata e dettagliata nei minimi particolari (le sigle, i nomi dei probiotici, i vari eccipienti, il contenuto in lattosio o gli allergeni).

 

2) Il Produttore fa la differenza

Compreresti mai una bottiglia di vino senza conoscerne il tipo di uva, la cantina (produttore) o la zona di provenienza?

Per i veri probiotici è la stessa cosa. Il produttore, la sua qualifica, la sua notorietà sono indici importanti e semplici da individuare.

Prima di spiegarti meglio, dobbiamo introdurre e definire due concetti, ovvero quelli di “produttore” e di “confezionatore” di probiotici.

Il primo produce ed ha gli stabilimenti adatti a farlo, mentre il secondo riceve i probiotici e li confeziona.

Una cosa che occorre sapere subito è che alcuni produttori forniscono probiotici definiti da “bulk”, cioè senza una specifica identità, esclusività o precisa caratterizzazione dei probiotici usati.

Questi vengono distribuiti a tanti confezionatori, che risulteranno poi essere considerati confezionatori e, erroneamente, anche produttori.

Immaginati il tutto come un vino di cui non è ben delineata la provenienza (o le caratteristiche elencate in precedenza) che viene fornito a tanti venditori, i quali lo metteranno in commercio ognuno con il proprio marchio.

Ecco che si scopre che di produttori di probiotici ce ne sono pochissimi al mondo (Probiotical, multinazionale italiana, è tra queste), mentre di confezionatori di probiotici tante migliaia.

Come puoi ben intuire, quindi, sapere chi è il produttore del tuo probiotico fa già una differenza rilevate.

 

3) Attenzione ai nomi dei Probiotici venduti sul mercato

Uno dei cognomi più frequenti in Italia è Rossi, mentre il nome più frequente è Giuseppe. In Italia, quindi, ci saranno migliaia e migliaia di Giuseppe Rossi.

Ovviamente però, non saranno tutti uguali ed anzi ognuno avrà le sue peculiarità individuali. Ogni Giuseppe Rossi è quindi un individuo o un “ceppo”.

Per i Probiotici è la stessa identica cosa: ci saranno tanti Bifibobacterium longum (Cognome e nome) o Lactobacillus acidophylus, ma avranno caratteristiche individuali (ceppi) completamente diverse tra loro.

Per distinguerli, ognuno di loro dovrà avere un suo codice (genetico o fiscale), che si esplicita con una sigla (DSM, ATCC, IP) e poi con un numero di 4 o 5 cifre (come una sorta di targa automobilistica).

Certamente ogni azienda può riportare una propria sigla, ma questa deve comunque sempre essere accompagnata dalla vera sigla identificativa.

Prova tu stesso e guarda le etichette. Se hai scovato qualche irregolarità  sei già a buon punto!

 

4) Occhio alle quantità di Probiotici dichiarate nelle confezioni

Un altro tema caldo è quello delle quantità.

Molte Aziende decantano che i loro prodotti contengono più probiotici come se questo fosse sinonimo di maggiore efficacia.

Stai attento a questo argomento perché è estremamente delicato sia dal punto di vista scientifico che da quello delle falsificazioni.

Tante ricerche hanno infatti dimostrato che alcuni prodotti non contenevano davvero quello che veniva dichiarato in etichetta.

E così, tanti probiotici sugli scaffali si sono letteralmente volatilizzati col tempo e questo ha comportato, e tuttora comporta, l’intervento delle autorità giudiziarie.

A parte questo aspetto non di poco conto, che ci riporta alla bontà del produttore e alla sua qualifica, ce né un altro che è meramente scientifico e che ci teniamo a specificare.

L’efficacia di un probiotico dipende puramente dal ceppo e dalla sua vitalità, ma soprattutto dalla quantità che arriva VERAMENTE nell’intestino.

L’acidità dello stomaco e la bile duodenale tendono infatti a eliminare la stragrande maggioranza dei probiotici ingeriti, se questi non vengono prodotti con requisiti tali da arrivare integri dove servono, cioè nell’intestino.

Proteggere questi probiotici con dei gusci particolari (come la tecnologia della microincapsulazione) durante il loro transito bocca-stomaco-duodeno-intestino è quindi essenziale al fine di una corretta colonizzazione intestinale.

 

5) La vera scientificità correlata ai probiotici 

Occorre precisare subito che le autorità competenti hanno posizionato i probiotici in una categoria a sé stante, diversa dagli integratori.

Questo per darne una migliore reputazione, vista la mole di dati scientifici a riguardo, rispetto a tutti gli altri integratori.

Attualmente non esiste un probiotico che possa dichiarare un’attività curativa in etichetta, però si possono riportare gli studi eseguiti su quel prodotto specifico.

Certamente non è facile trovarli, ma cercheremo di darti qualche piccola indicazione.

Tutti gli studi scientifici, la maggioranza ormai visibili online, devono riguardare i “ceppi” (ormai sai di cosa stiamo parlando) contenuti nel prodotto.

Non, quindi, un “Giuseppe Rossi” qualsiasi, ma quel “Giuseppe Rossi”, nato a…cresciuto a…e con un codice fiscale definito.

Troverai tante informazioni interessanti: la descrizione e le caratteristiche dei ceppi, se hanno dei brevetti internazionali, ecc.

NB: Ad ogni regola c’è l’eccezione: ci possono essere anche ceppi e probiotici che non esistono in letteratura!

 

6) Quindi come puoi selezionare il miglior probiotico?

Oggi siamo invasi da pubblicità sui probiotici che vantano proprietà disparate e fantasiose a costi abbordabili.

Se ciascuno di noi però, prima di selezionare un probiotico, applicasse le regole descritte in precedenza, né scarterebbe già il 90%.

Rileggi quindi i nostri suggerimenti e fanne tesoro: ti aiuteranno nella ricerca del probiotico migliore per te!

I nostri consigli ovviamente non hanno l’intenzione di screditare o infangare altre aziende, piuttosto hanno lo scopo di guidarti nella scelta più giusta e consapevole possibile.

Ma torniamo a noi! Vogliamo concludere questa sezione dandoti un suggerimento bonus che, in quanto divulgatori, riteniamo fondamentale.

Oltre agli step precedenti, può anche tornare utile affidarsi ad esperti nel campo.

Ricorda dunque di cercare le informazioni che ti servono selezionando siti online che possiedano requisiti di serietà ed onestà intellettuale, e che mostrino pro e contro sui probiotici insieme al come e quando utilizzarli al meglio.

Il tuo bagaglio di conoscenze è fondamentale!

Affidati agli esperti e a quelli che ci mettono la faccia e allontanati da chi promette, ma di fatto non dimostra.

Quali sono i benefici dei probiotici?

Portiamo ora una ventata di aria fresca in questo capitolo e parliamo di un argomento utile, concreto e valido, ovvero i benefici che i probiotici possono avere per te e il tuo organismo.

ATTENZIONE: occorre sempre evidenziare che le attività benefiche descritte in letteratura si riferiscono ad alcuni probiotici e non a tutti!

Iniziamo!

 

  • Alcuni probiotici equilibrano il microbiota intestinale

Tale equilibrio apportato da alcuni probiotici è molto positivo per il benessere intestinale. Gli stessi rappresentano quindi un utile strumento per favorire il sistema digestivo e tutte le funzionalità dell’apparato intestinale (transito intestinale regolare, digestione dei cibi e loro corretta metabolizzazione, stabilizzazione del pH intestinale, ecc.)

 

  • Alcuni probiotici possono prevenire e trattare la diarrea

Sono numerose le ricerche che negli ultimi anni hanno dimostrato che alcuni probiotici selezionati (soprattutto se dati in quantità adeguate) possono prevenire, e talvolta curare la diarrea. Parliamo di diarrea da antibiotici (come accade in molti bambini) o di diarrea del viaggiatore (soprattutto quando si va all’estero), oppure di quelle diarree dovute al fenomeno della disbiosi da farmaci o da squilibrio intestinale per varie cause.

 

  • Alcuni probiotici esercitano un effetto benefico sulla nostra mente

Stress, ansia, depressione, disordini comportamentali e dell’apprendimento e memoria vengono influenzati dalla somministrazione di alcuni probiotici.  La prestigiosa rivista J Neurogastroenterol Motil analizzò nel 2016 tutte le pubblicazioni scientifiche a riguardo. Alcuni Lactobacilli e Bifidobatteri, tra cui il Bifidobacterium longum, sembrano aiutare in maniera significativa lo stato mentale dopo 4 settimane di trattamento a dosi adeguate. Mantenere quindi in ordine il cosiddetto asse intestino-cervello è un obiettivo da perseguire secondo molti neuroscienziati.

 

  • Alcuni probiotici possono aiutare il sistema cardio-metabolico

Si parla spesso di aterosclerosi e colesterolo cattivo. Ebbene alcuni studi, (Eur J Clin Nutr, 2000, Exp Diabetes Res 2012, Hypertension, 2014) hanno riportato che una dieta equilibrata abbinata a un buon probiotico può aiutare il cuore e il suo funzionamento, nonché ridurre i livelli di colesterolo e di pressione arteriosa. Su questo argomento, che andrà certo approfondito, sono molti gli scienziati che stanno collaborando a trovare soluzioni idonee.

 

  • Alcuni probiotici sono utili nelle allergie e negli eczemi cutanei

La prestigiosa rivista J Allergy Clin Immunol (2012) ha riportato i dati inerenti alla somministrazione di probiotici alla madre durante la gravidanza e all’attenuazione di eventi allergici nel bambino. In questo studio venivano usati probiotici contenenti anche Bifidobacterium longum. Altri studi (Clin Exp Allergy) riportano la capacità di alcuni probiotici nel ridurre la sensibilità al latte nei soggetti adulti.

 

  • Alcuni probiotici sono utili nelle cistiti e nelle vaginiti

Campo affascinante ed in continua evoluzione per cercare di trovare conferme sui numerosi studi esistenti a riguardo. Una delle cause di cistiti e vaginiti è infatti la disbiosi intestinale. Questo squilibrio determina una maggiore abbondanza di alcuni microrganismi a livello intestinale (ad esempio E. coli), a sua volta considerato fattore di rischio per la successiva colonizzazione urinaria o vaginale. Ecco che alcuni probiotici, riequilibrando l’intestino, possono ostacolare questa invasione degli organi vicini, ovvero uretra e vagina.

Ed ora la domandona più ricorrente: probiotici e fermenti lattici sono la stessa cosa?

La risposta è assolutamente NO!

Molti comparano fermenti lattici e probiotici, definendoli “uguali” o considerandoli come sinonimi. Ma è davvero così? Facciamo un po’ di chiarezza.

I fermenti lattici sono batteri e lieviti in grado di trasformare e metabolizzare il lattosio attraverso un processo chimico (come nel caso dello yogurt o di particolari formaggi). Nulla di più.

 I probiotici sono invece definiti dal Ministero della Salute come “microrganismi vivi e vitali in grado di, quando somministrati in adeguate quantità, riequilibrare la flora intestinale e quindi dare dei benefici alla salute dell’ospite”.

Fermenti lattici e probiotici differiscono inoltre per qualità e quantità batterica, presente ovviamente a livelli più elevati nei probiotici. 

Un probiotico deve infatti contenere quantità di batteri che superano il miliardo, i quali devono attraversare bocca, esofago e lo stomaco (ambiente acido che non tutti i probiotici oltrepassano) prima di arrivare vivi e integri per potere agire nell’intestino.

Ed è qui che si gioca la partita tra i migliori probiotici.

Solo alcuni hanno infatti la capacità di interagire con la mucosa intestinale, di creare benessere, e secondo alcuni studi, di prevenire in futuro diverse malattie (cancro, allergie, obesità, diabete, infezioni).

I probiotici (o meglio alcuni) sono un’attuale realtà scientifica seria che, per alcuni aspetti, rappresenterà il nostro futuro e quello dei nostri figli.

Imparare a comprendere questo mondo è dunque di fondamentale importanza per tutti noi. 

Siamo giunti al capolinea!

Hey! Complimenti per essere arrivato qui alla fine di questo meraviglioso percorso!

Ci teniamo a ringraziarti davvero tanto per l’attenzione, il tempo e l’interesse che hai dedicato a noi, a questa guida e all’eccezionale mondo del microbiota e dei probiotici!

Fermo, non piangere! Questo non è un addio.

Se questi 5 capitoli ti hanno incuriosito o aperto nuovi orizzonti di conoscenze e vuoi assolutamente rimanere aggiornato su altre curiosità o informazioni scientifiche, tutto quello che devi fare è seguirci sui nostri social!

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