Neobi-Tips newsletter: 14 lezioni per migliorare le tue abitudini alimentari

Neobi-tips • 00 • Benvenuti a bordo: i nostri primi consigli per la tua salute 🤩

Benvenuti a bordo 😍

Ciao, oggi iniziano i Neobi-tips e siamo super carichi di condividere con te tantissime informazioni utili.


Noi di Neobilive abbiamo ideato questo corso per sostenerti e per ispirare i tuoi prossimi cambiamenti positivi per un migliore e più sano stile di vita.

Ci teniamo a ringraziarti per far parte della nostra newsletter 🙏 Moltissimi di voi si sono recentemente iscritti a questo corso gratuito e non potremmo essere più felici di questo.

Queste 14 lezioni sono state progettate per imparare le basi della nutrizione, del microbiota e dei probiotici e per iniziare a fare scelte consapevoli sulla tua dieta e salute.

È frutto di un lavoro condiviso tra gli Esperti scientifici e i Digital Communicator di Neobilive.

La nostra esperienza in salute intestinale ci permette di divulgare consigli trasparenti, semplici e supportati da fonti scientifiche pubblicate su riviste internazionali.

Ecco che ogni giovedì e domenica riceverai via mail per circa un mese e mezzo una lezione velocissima da leggere.

Ti spiegherà i punti chiave della nutrizione umana e ti fornirà semplicissimi consigli da mettere in pratica sin da subito. Ogni e-mail copre quindi un argomento di scienza della nutrizione e ti fornirà una panoramica per rendere la tua dieta più sana.

Se ci segui da tempo, saprai che consideriamo fondamentale la comprensione del proprio organismo al fine di un miglioramento della propria condizione di salute.

È anche un modo per farti guidare verso la “retta via”, senza farti distrarre da notizie poco attendibili che circolano in rete e sui social ⚠️

Per festeggiare la tua partecipazione al corso ti offriamo inoltre uno sconto del 5% su tutti i nostri pacchetti del probiotico Vitalongum per supportare al meglio la tua salute intestinale 😍

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Oggi è anche la Festa della Mamma. Quale miglior occasione per pensare anche alla sua salute intestinale? Fidati di noi, ti ringrazierà!

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Ma non è finita qua!

Per concludere la prima newsletter di benvenuto vogliamo regalarti 6 consigli (dimostrati scientificamente) per costruire la migliore routine mattutina per la salute del tuo intestino.

Devi sapere che il nostro corpo adora la regolarità. Infatti, ognuno di noi ha un orologio biologico che rilascia enzimi ed ormoni durante una routine prestabilita.

Quando il nostro stile di vita diventa frenetico, disorganizzato e casuale, questo può confondere i sistemi interni e far sì che tutto vada male.

Ecco quindi 5 (+1) principi chiave da aggiungere alla tua routine mattutina.

Che luce sia ☀️

Non appena sveglia/o cerca di aprire le tende o addirittura uscire di casa e goditi i primi raggi di sole sulla tua pelle. Questo aiuterà a resettare il tuo orologio biologico e ti farà sentire vigile e pronto per la giornata a venire.

Secondo uno studio di Frontiers Microbiology del 2019, una breve esposizione ai raggi solari contribuisce alla diversità batterica intestinale, essenziale per un microbiota sano.

Idratazione (+ Vitalongum) 💧

Durante la notte, il tuo corpo può disidratarsi e una bocca secca può darti quell’alito poco gradevole al mattino.

L’idratazione è uno degli aspetti più importanti. Aiuta il tuo intestino a muoversi correttamente (peristalsi) e ha un effetto benefico sul rivestimento della mucosa intestinale.

Inizia quindi la tua giornata con un bel bicchiere di acqua e una bustina del probiotico Vitalongum. Non potrà esserci miglior risveglio per il tuo intestino.

Colazione in relax ☕️

Fai colazione consapevolmente.

Lo sappiamo: le mattine possono essere frenetiche, soprattutto se sei di fretta, ma prendersi il tempo per mangiare consapevolmente può essere qualcosa per cui il tuo intestino sarà grato!

Siediti a mangiare. Quindi usa tutti i tuoi sensi mentre mangi, concentrandoti sul gusto e sull’odore del cibo, nonché sui colori e sulla consistenza con la lingua. Se ti accorgi che la tua mente è invasa dai pensieri, riporta te stesso al momento e alla piacevole esperienza culinaria.

Movimento 🏃

Il tuo intestino ascolta il tuo corpo. Non è impassibile e tu stesso puoi decidere di tenerlo “allenato”.

È stato dimostrato da moltissimi studi e revisioni scientifiche che iniziare la giornata con dell’attività fisica moderata può contribuire in modo notevole nel miglioramento della tua digestione.

Potresti quindi trovare utile iniziare la giornata con un po’ di esercizio! Potrebbe essere qualcosa di delicato, come lo yoga. Oppure, potrebbe essere qualcosa di più energico per svegliarti e darti energia per la giornata, come una corsa o biciclettata mattutina.

Preparazione mentale 🧘‍♀️

La nostra salute mentale influisce direttamente sul nostro intestino, quindi è una buona idea incorporare alcuni esercizi che stimolino positivamente il tuo cervello.

La meditazione è una pratica che conferisce innumerevoli benefici all’asse intestino-cervello. Non preoccuparti, ci sarà una lezione dedicata a un utilissimo esercizio di respirazione che ti assicuriamo non smetterai più di praticare!

Concatenamento di abitudini ⏱

Ma attenzione, non commettere questo tipico errore!

Sappiamo che da domani vorrai iniziare ad inserire alcuni di questi consigli all’interno della tua routine mattutina. Ma non avere fretta!

L’idea è quella di aggiungere gradualmente queste abitudini. Inizia con quello che non fai o che magari trovi più semplice da inserire a partire da domani.

Ad esempio, potresti già svegliarti, fare colazione, lavarti i denti e vestirti: probabilmente eseguirai queste attività nello stesso ordine ogni mattina con il pilota automatico.

Prova quindi a pensare a un primo consiglio che ti abbiamo dato oggi e inseriscilo a partire da domani. Poi facci sapere come va!

Per oggi questo è tutto!

Ci vediamo giovedì con la prima vera lezione di Neobi-Tips 🤩

Se hai dubbi o domande non esitare a contattarci alla nostra assistenza via WhatsApp al numero 3756719273 oppure scrivendoci a info@neobilive.it

Ti auguriamo una splendida domenica e…auguri a tutte le mamme che ci seguono ❤️

🍓 Neobi-Tips • 01 • Cosa mangiamo?

Cosa mangiamo: alla scoperta dei macronutrienti e dei micronutrienti

Ciao! Come promesso, eccoci con la prima vera e propria lezione dei Neobi-tips!

Oggi parleremo di alcuni elementi fondamentali della nutrizione, ovvero i macronutrienti e i micronutrienti.

Continua a leggere per scoprire subito cosa sono, dove puoi trovarli e in che quantità dovresti assumerli 😊

Sei pronta/o? Iniziamo!

I macronutrienti

I macronutrienti sono, come suggerisce il nome stesso, nutrienti che abbiamo bisogno di assumere ogni giorno in quantità relativamente abbondanti.

Esistono 3 tipologie di macronutrienti a seconda della loro struttura chimica e delle caratteristiche metaboliche: parliamo di proteine, grassi e carboidrati.

Tutti i macronutrienti nutrono il tuo corpo, ma ognuno di essi ha le sue peculiari e importanti funzioni.

Le proteine, ad esempio, riparano le cellule e supportano diversi processi metabolici, i grassi sono essenziali per la crescita delle cellule e la protezione dei nostri organi, mentre i carboidrati sono la fonte principale di energia per il corpo.

Da dove puoi prendere i tuoi macronutrienti?

La maggior parte dei cibi contiene più di un macronutriente.

Questo significa che gli alimenti sono una combinazione di grassi, proteine e/o carboidrati e non sono quindi composti da un solo macronutriente piuttosto che un altro. Fortunatamente però, è possibile calcolare la proporzione di carboidrati, proteine e grassi in ogni cibo.

In linea generale, i carboidrati derivano da alimenti a base vegetale come le verdure, la frutta, i cereali e i legumi.

Per quanto riguarda le proteine, invece, una fonte importante è costituita da cereali, legumi, carne, pollame, pesce, uova, frutti di mare, latticini e soia.

Infine, oli, noci, semi, avocado e olive arricchiscono la tua dieta con grassi sani.

Di quanti macronutrienti hai bisogno?

Quando parliamo di quante proteine, grassi e carboidrati dovremmo assumere, non esiste un’unica risposta valida per ogni caso.

Tutto dipende dalla tua età, dal tuo stile di vita, dalle caratteristiche del tuo corpo e dagli obiettivi e bisogni individuali.

In generale però, diverse organizzazioni sanitarie internazionali suggeriscono che i carboidrati dovrebbero porre le basi per il consumo energetico quotidiano di un adulto, costituendo il 45-65% dell’apporto calorico totale, con un consumo di proteine compreso tra il 10% e il 35%, e il 30-35% di grassi (di cui grassi saturi fino al 10%).

In ogni caso, approfondiremo maggiormente questo argomento nelle prossime lezioni.

E i micronutrienti invece?

I micronutrienti sono costituiti da vitamine e minerali e ne abbiamo bisogno in quantità minori rispetto ai macronutrienti.

Nonostante questo, però, i micronutrienti sono essenziali per diverse funzioni del nostro corpo.

Vitamine e minerali partecipano infatti in varie reazioni chimiche nel nostro corpo, come il trasporto e il metabolismo di specifiche sostanze.

Ricorda che il cibo presente in una dieta ben bilanciata dovrebbe essere in grado di fornirti tutti i micronutrienti di cui hai bisogno!

In caso contrario, può darsi che tu abbia bisogno di modificare la tua dieta per assicurarti che il cibo che assumi sia in grado di soddisfare le richieste nutrizionali importanti per il tuo organismo.

Vuoi scoprire quali sono i micronutrienti di cui hai bisogno? Allora non perderti le prossime lezioni!

Bene, per oggi è tutto.

Non ti resta che scoprire il nostro consiglio giornaliero per te:

Cerca di mangiare cibi diversi ad ogni pasto. Questo ti aiuterà a bilanciare il tuo apporto di nutrienti.

Ci vediamo domenica con un’altra super lezione, non mancare!

Per ogni dubbio o domanda, rimaniamo a tua completa disposizione 😊

PS: ti ricordiamo che è ancora attivo il codice sconto MANGIABENE5 valido su tutti i pacchetti di Vitalongum.

A presto!

🍯 Neobi-Tips • 02 • I carboidrati semplici

Carboidrati: facciamo chiarezza

Bentornati alla seconda lezione dei Neobi-tips: i nostri piccoli consigli di nutrizione che ti accompagneranno ogni giovedì e domenica per i prossimi 30 giorni.

Sei nuovo nella community di Neobilive e vorresti accedere alle lezioni precedenti? Rispondi a questa mail e saremo felici di condividere con te il link per visualizzarle. Ricorda che alla fine delle 14 lezioni riceverai un regalo da parte nostra!

Oggi ci immergeremo nel fantastico e controverso mondo dei carboidrati e impareremo di più sulle diverse tipologie di carboidrati e sulle loro caratteristiche specifiche.

Cercheremo di spiegarti tutto nel modo più semplice e immediato possibile.

Iniziamo? Via!

Cosa diamine sono i carboidrati!?

I carboidrati sono le batterie del nostro corpo: sono la maggiore fonte di energia!

Provengono principalmente da alimenti a base vegetale come cereali, legumi, verdure e frutta.

Tutti i carboidrati sono essenzialmente composti da molecole di zucchero e sono definiti “semplici” o “complessi” a seconda di quante molecole sono unite insieme nella struttura chimica di questi zuccheri.

I carboidrati semplici sono formati da una molecola di zucchero, come il glucosio e il fruttosio, o da due molecole unite insieme, come il lattosio (zucchero del latte) e il saccarosio (zucchero normale). Questa struttura semplice rende i carboidrati semplici facilmente assorbibili dal nostro organismo.

I carboidrati complessi sono invece composti da centinaia di molecole di zucchero e si dividono in amidi e fibre, a seconda del tipo di legami tra le molecole.
Gli amidi sono più difficili da digerire dei carboidrati semplici, ma alcuni di questi, come le fibre alimentari, non possono essere digeriti affatto.

Hai assolutamente bisogno di loro però, e nella prossima lezione ti spiegheremo il perché.

Cosa succede ai carboidrati quando entrano nel tuo corpo?

Immediatamente (i carboidrati semplici) o più tardivamente (gli amidi digeribili), i carboidrati vengono scomposti in molecole di zucchero che vengono assorbite dalle cellule del rivestimento intestinale ed entrano poi nel flusso sanguigno.

Il sangue aiuta a fornire il glucosio alle cellule, che dà loro energia.

Tuttavia, le cellule non sono così facili da conquistare. Per entrare in una cellula, il glucosio ha bisogno di una “chiave”, e questa chiave si chiama insulina.

L’insulina è un ormone prodotto dalle cellule beta del pancreas.

Questo ormone attiva le proteine trasportatrici del glucosio sulla membrana cellulare, che consentono al glucosio di entrare nella cellula.

Le cellule beta iniziano a secernere insulina se lo zucchero nel sangue aumenta e, una volta che l’insulina entra nel flusso sanguigno, viene trasportata a tutte le cellule del corpo, che quindi iniziano a catturare il glucosio.

Il cervello è l’unica eccezione: il glucosio non ha bisogno di una “chiave” per entrare nei neuroni (cellule cerebrali).
Il nostro cervello ha costantemente bisogno di molto glucosio (e per giunta anche velocemente) perché esso è la sua principale fonte di energia.

Per quanto riguarda invece le cellule normali del nostro corpo, che per ottenere energia hanno bisogno di insulina, una volta che il glucosio entra nella cellula, esso genera energia che andrà ad alimentare tutti i processi chimici del nostro metabolismo.

Sorprendente il funzionamento del nostro corpo, vero?

E sei hai troppo glucosio?

Se tutte le cellule vengono nutrite e non è più necessaria energia, una parte del glucosio rimanente può essere immagazzinata come un carboidrato complesso chiamato «glicogeno».

Il glicogeno è simile all’amido.

A differenza del glucosio, non viene convertito direttamente in energia: il corpo utilizza il glicogeno per la conservazione a breve termine del glucosio.

Questa fornitura consente di mantenere un equilibrio energetico tra i pasti quando i livelli di glucosio nel sangue sono inferiori.

Il glicogeno è immagazzinato nel fegato e nei muscoli. Dopo che le sue riserve sono state create, il glucosio non speso viene trasformato in grassi.

Ma questa è un’altra storia. Lo scoprirai nelle prossime lezioni!

Quando viene usato il glicogeno nel tuo corpo?

Circa 1-2 ore dopo l’ultimo pasto, il livello di glucosio e di insulina nel sangue diminuisce. Il pancreas reagisce a questo processo e inizia a sintetizzare un altro ormone: il glucagone.

Questo ormone segnala al fegato e ai muscoli che è ora di liberare le riserve di glicogeno e trasformarle di nuovo in glucosio.

Il glicogeno immagazzinato nel fegato rientra nel flusso sanguigno e fornisce energia alle cellule, mentre il glicogeno nei muscoli viene solitamente utilizzato da essi stessi.

L’unica differenza questa volta è che il glucosio proviene dalle riserve interne e non dal cibo che ingeriamo. Questo ti permette di sopravvivere tra un pasto e l’altro senza avere deficit metabolici.

Ma quindi dove sta il problema con i carboidrati semplici?

Da un punto di vista evolutivo, lo zucchero ha poteri enormi.

Ci ha aiutato a mantenerci in vita in condizioni difficili quando la nostra esistenza dipendeva unicamente dalla ricerca di cibo per sopravvivere.

Purtroppo, i problemi con i carboidrati semplici sono iniziati di recente: lo zucchero è diventato facilmente accessibile ed è molto abbondante nella nostra dieta occidentale.

I moderni processi industriali lo rendono estremamente economico e il marketing lo presenta come irresistibile: una fetta di torta è un modo molto conveniente per ottenere una breve raffica di dopamina nel cervello.

Questo ingrediente così economico è stato poi inserito anche negli alimenti trasformati.

Ma queste delizie dolci (e salate) hanno un prezzo: sono ricche di calorie e le calorie in eccesso portano all’obesità e conseguentemente a malattie cardiovascolari.

Un altro aspetto correlato ai carboidrati semplici è che causano un picco di glucosio, talvolta eccessivo, nel sangue.
Il tuo corpo assorbe i carboidrati semplici molto velocemente e il tuo pancreas non può rispondere immediatamente con la giusta quantità di insulina.

Il glucosio rimane così nei vasi sanguigni e stimola eccessivamente le cellule beta pancreatiche, ma una volta sintetizzata una quantità sufficiente di insulina, i livelli di zucchero nel sangue possono diminuire drasticamente.

Questi alti e bassi ci rendono più suscettibili alla fame e alle voglie di cibo. Possono anche causare sbalzi di umore e un calo dell’attenzione.

La linea di fondo

Non devi bandire completamente lo zucchero, ma inserirlo al momento giusto, ad esempio:

1) Subito dopo aver terminato il pasto, in modo da evitare il picco di glucosio e di insulina.

2) Dopo un esercizio fisico o avere fatto sport per 30 minuti. I tessuti sono più sensibili all’insulina e possono assorbire quindi più glucosio. Di conseguenza, il glucosio non verrà trasformato in grasso corporeo.

Il nostro consiglio per oggi:

Prediligi frutta di stagione e frutti di bosco invece di torte e pasticcini. In questo modo otterrai fibre e vitamine sane, e non solo zucchero.

Per oggi è tutto! Ti auguriamo una splendida domenica

Per ogni dubbio o domanda, rimaniamo a tua completa disposizione 😊

 

🥔 Neobi-Tips • 03 • I carboidrati complessi

Carboidrati complessi, ma non troppo

Eccoci con la terza lezione dei Neobi-tips, i nostri piccoli consigli di nutrizione che ti accompagneranno ogni giovedì e domenica fino al 27 giugno!

Segnati questa data, perché alla fine del percorso riceverai un nostro regalo.

Questa è la terza mail del corso e siamo qui a parlare ancora di carboidrati.

L’ultima volta ti abbiamo spiegato (speriamo in modo chiaro e approfondito) il mondo dei carboidrati semplici.
Oggi è la volta dei carboidrati complessi. Vedrai che questi ultimi sono meno complessi di quanto sembra.

Iniziamo? Via!

Riassuntino veloce sui carboidrati

I carboidrati sono molecole complesse, essenziali per fornire costante energia al tuo organismo.

I carboidrati semplici, come spiegato nella lezione 02, sono fondamentalmente zuccheri e possono causare un rapido aumento della glicemia (livello di zucchero nel sangue).

I carboidrati complessi sono formati da quelli semplici, ma hanno un effetto sul tuo corpo totalmente diverso! Continua a leggere per scoprire il perché.

Il tipo di legame che unisce tra loro le molecole di zucchero determina se il carboidrato complesso è un amido o una fibra.

Amidi: che cosa sono?

Gli amidi sono carboidrati complessi costituiti da molecole di glucosio legate da legami alfa. La loro struttura è molto simile a quella del glicogeno.

L’amido rappresenta la riserva energetica per eccellenza delle piante che attuano la fotosintesi clorofilliana e che lo immagazzinano nei semi, nei tuberi e nelle radici.

Gli amidi sono più lenti da digerire rispetto agli zuccheri semplici e non causano lo stesso picco di glucosio.

Importante: questo è il motivo per cui quando le persone dicono che il tuo apporto calorico giornaliero dovrebbe essere basato sui carboidrati, si riferiscono ai carboidrati complessi a digestione lenta. Non di certo ai carboidrati semplici!

Esistono due tipi principali di amidi, digeribili e indigeribili.

Trovi amidi digeribili nei cereali (riso, grano e mais) e negli ortaggi a radice (patate e manioca), ma anche in avocado, farina e prodotti da forno.

Gli amidi indigeribili (noti anche come amidi resistenti, perché “resistono” alla digestione) sono un tipo di fibra, ed è di quest’ultima che parleremo adesso.

Parliamo di fibre alimentari!

Le fibre sono carboidrati complessi in cui le molecole di glucosio sono collegate da legami beta (ad eccezione degli amidi resistenti che possiedono legami alfa).

Le piante usano questi carboidrati per aggiungere rigidità e struttura alle loro cellule (piuttosto che immagazzinare glucosio) perché i legami beta sono molto più forti dei legami alfa.

Il tuo corpo produce solo un numero limitato di enzimi digestivi che possono scomporre il cibo in sostanze nutritive.

Le fibre, però, sono molto speciali perché resistono alla digestione umana. Nulla di preoccupante però!

Qui entrano in gioco i tuoi batteri intestinali che vivono nell’intestino e fanno il lavoro per noi, traendo enormi benefici.

Ad esempio, alcuni batteri benefici possono trasformare le fibre in sostanze molto importanti, come il butirrato, che mantiene sano il colon.

Quali tipi di fibra esistono?

Esistono due gruppi di fibre alimentari, solubili e insolubili, ed entrambe hanno importanti benefici per il tuo corpo.

La fibra solubile si dissolve in acqua e molte (ma non tutte) fibre solubili hanno una consistenza gelatinosa quando viene aggiunta acqua.

Queste proprietà gelificanti sono state direttamente collegate a numerosi benefici per la salute del nostro organismo.

Le fibre solubili riducono infatti l’assorbimento dei grassi e i livelli di colesterolo. Possono anche stabilizzare i livelli di zucchero nel sangue e nutrire i batteri buoni intestinali.

Di conseguenza, le fibre solubili possono aiutare la gestione del peso e ridurre il rischio di malattie cardiache.

La fibra insolubile, invece, rimane intatta mentre viaggia attraverso il tratto gastrointestinale e persino i batteri intestinali hanno scarso effetto su di essa. Nella migliore delle ipotesi, viene fermentata lentamente o non del tutto.

Introdurre fibre insolubili consente di aggiungere volume alle feci, promuovendo la motilità intestinale e prevenendo l’insorgere della stitichezza.

Una dieta sana contiene un mix di fibre solubili e insolubili.

Le fibre solubili sono più comuni in fagioli, piselli, avena, orzo, mele e agrumi.

Buone fonti di fibre insolubili includono anche i fagioli, oltre a prodotti di grano intero o crusca, patate, cavolfiori e noci.

Possiamo mangiare molte fibre?

Risposta breve: no, non possiamo!

Se improvvisamente passi da una dieta povera di fibre a una ricca di fibre, potresti sperimentare molto gonfiore e questo può essere molto spiacevole.

Quindi rilassati e introduci le fibre progressivamente!

C’è da dire che determinate patologie, come l’intestino irritabile (IBS), non amano per nulla le fibre. Le persone con la sindrome dell’intestino irritabile possono infatti notare che alcuni alimenti ricchi di fibre innescano sintomi digestivi molto fastidiosi: irregolarità, crampi e gonfiore.

Da questa premessa nasce la dieta low FODMAP, che elimina per un periodo alimenti ad alta fermentazione generalmente considerati salutari.

Se non soffri di intestino irritabile, L’Organizzazione Mondiale della Sanità raccomanda di mangiare 400g (o 5 porzioni) di frutta e verdura al giorno per gli adulti. Sono circa 30 g di fibra.

Il dato sconvolgente è che, secondo gli ultimi dati statistici, l’80% della popolazione italiana non assume la quantità consigliata di 30 grammi di fibre al giorno.

La scienza non ha alcun tipo di dubbio: assumere la giusta quantità di fibre migliora la qualità del tuo microbiota e conseguentemente della tua salute.

Ecco il nostro consiglio per oggi:

Succhi e frullati contengono molte meno fibre, quindi mangia il frutto intero. In questo modo, non stai solo ingerendo zuccheri semplici, ma anche fibre.

Piccolo segreto: le fibre solubili (come i FOS) sono una delle migliori fonti di sostentamento per l’intestino delle persone affette da intestino irritabile nelle giuste quantità. Un’ottima integrazione di fibra prebiotica FOS (1,5g) può essere fornita dal nostro Vitalongum, disponibile sul nostro sito sicuro e certificato neobilive.it

💪 Neobi-Tips • 04 • Le Proteine

Proteine: facciamo un po’ di chiarezza!

Rieccoci con la quarta lezione dei Neobi-tips 😍

Oggi parleremo delle proteine all’interno della nostra dieta.

Capiremo dunque cosa sono, dove trovarle, in che quantità assumerle e cosa evitare, per poi chiudere con un piccolo consiglio del giorno.

Ok, ora possiamo iniziare davvero! Pronto? 3…2…1…via!

Cosa sono le proteine?

Le proteine sono molecole costituite da una catena di amminoacidi.

Alcune di loro sono enzimi e ormoni che accelerano le reazioni chimiche e regolano il metabolismo del tuo corpo.

Altre, invece, fungono da fondamenta nella costituzione delle cellule.
Proprio per questo, le proteine vengono anche chiamate «mattoni della vita».

Tendenzialmente, il ruolo delle proteine non è quello di fornirci energia, dato che la loro funzione è maggiormente legata al metabolismo, alla riparazione cellulare e allo sviluppo muscolare.

Tuttavia, le proteine possono essere utilizzate dal corpo come fonte di energia in assenza di altre migliori alternative.

Cosa sono questi amminoacidi e dove posso trovarli?

Poco fa abbiamo detto che le proteine sono costituite da amminoacidi, ricordi? Cerchiamo di capire meglio di cosa si tratta.

Gli amminoacidi che formano le proteine sono 20 e la maggior parte di essi può essere sintetizzata nel nostro corpo.

Tuttavia, 9 amminoacidi devono derivare dal cibo che mangiamo: parliamo degli amminoacidi essenziali.

Le proteine di origine animale, così come alcune di origine vegetale (soia, quinoa o grano saraceno), contengono tutti questi amminoacidi essenziali.

Altre verdure, invece, devono essere combinate tra di loro per poterli fornire tutti.

È proprio questo il momento in cui una dieta bilanciata ha un ruolo cruciale: se all’interno della tua dieta non sono presenti questi amminoacidi essenziali, il tuo corpo può risentirne, poiché vengono a mancare i famosi ed importanti “mattoncini” di cui parlavamo all’inizio di questa lezione.

Ma non preoccuparti: se non stai morendo di fame (e già leggere questa lezione ti fa ricadere nella moltitudine di persone che non stanno morendo di fame 😅 ), probabilmente stai bene.

In ogni caso, ecco a te una lista di cibi ricchi di proteine:

• carne e pollame 🥩
• pesce e frutti di mare 🍤
• latte e latticini, uova 🥛
• legumi e cereali 🥣
• noci e semi e prodotti a base di soia 🥜

Di quante proteine hai bisogno?

La maggior parte delle persone traggono intorno al 15% delle loro calorie dalle proteine, il che è più che sufficiente per prevenirne la carenza.

A volte, però, le persone possono avere benefici mangiando più di quella quantità, ovvero fino al 25-30% delle calorie.

Diversi studi dimostrano che un alto apporto proteico aiuta a preservare la massa muscolare, a ottimizzare il peso corporeo e a mantenerne bilanciata la composizione, così come aiuta a ridurre il desiderio irrefrenabile di zuccheri che ogni tanto ci assale.

Inoltre, esistono alcuni sintomi che possono indicare una carenza di proteine nella tua dieta: debolezza generalizzata, fragilità di capelli e unghie e indebolimento del sistema immunitario.

Per evitare tutto ciò, presta attenzione alla proporzione di proteine nella tua dieta. Senza ovviamente eccedere.

Devi per forza mangiare la carne o puoi rimanere vegetariano?

Come abbiamo già detto, le proteine animali contengono tutti gli amminoacidi essenziali.

Tuttavia, questo non significa che hai bisogno di mangiare carne per rimanere in salute.

Chi decide di seguire una dieta vegetariana, deve solo ricordarsi di combinare diversi alimenti ricchi di proteine a base vegetale per ottenere tutti gli amminoacidi essenziali.

In alternativa, si può optare per le verdure proteiche menzionate precedentemente.

I vegetariani possono quindi trarre proteine da prodotti di soia (tofu o bevande a base di soia), cereali (grano e avena), legumi e fagioli, quinoa, noci e semi.

I non-vegani possono inoltre trovare proteine nelle uova e nei latticini (latte, formaggio e yogurt).

Se vogliamo essere precisi, occorre inoltre sottolineare che mangiare carne ogni giorno, in realtà, comporta alcuni aspetti negativi.

Quando mangi carne rossa, infatti, non introduci solo quella ma anche sodio, grassi saturi e, in alcuni casi, elementi cancerogeni.

Mangiare troppa carne può quindi portare a effetti indesiderati, come il rischio maggiore di incappare in disturbi cardiaci, diabete o cancro.

Il nostro suggerimento è dunque quello di limitare il consumo di carne rossa e carne processata, sostituendole con pesce o pollame almeno diverse volte a settimana.

Bene, abbiamo finito!

Anche oggi ci salutiamo con il nostro consiglio giornaliero per te:

Il prossimo lunedì, sostituisci la carne rossa e il bacon con pesce e verdure. Questo ti aiuterà a ridurre i rischi legati al consumo di carne rossa.

Ti auguriamo una meravigliosa domenica e ti ricordiamo che per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento rimaniamo a tua completa disposizione!

🌭 Neobi-Tips • 05 • I grassi fanno bene?

Grassi: cos’hanno di buono?

Bentornato con i nostri Neobi-tips 😊

Siamo alla quinta lezione e questo significa che è il momento di parlare…dei grassi!

Se ne dicono di ogni su di loro (poverini), ma la verità è che sono anch’essi importanti per il nostro corpo.

Oggi, dunque, cercheremo di capire cosa sono, che funzione hanno, quali evitare e cosa mangiare per ottenere il meglio da loro.

Cosa sono i grassi esattamente?

I grassi sono uno dei principali macronutrienti (gli altri due sono i carboidrati e le proteine) essenziali per il nostro corpo.

Nonostante il termine “lipidi” sia spesso usato come sinonimo di “grassi”, la realtà è che quest’ultimi sono un sottogruppo dei lipidi chiamato “trigliceridi”.

Un trigliceride è una molecola composta da glicerolo e tre acidi grassi.

Questi in particolare sono molecole a forma di catena con diversi tipi di legami tra i loro atomi di carbonio.

Gli acidi grassi senza doppi o tripli legami sono chiamati «saturi», quelli con un doppio legame sono definiti «monoinsaturi», mentre quelli con due e più legami sono chiamati «polinsaturi».

Cosa fanno i grassi nel nostro corpo?

I grassi sono essenziali dato che vengono utilizzati come riserve di energia, come membrane cellulari e per il colesterolo, il quale è fondamentale per il sistema ormonale.

Inoltre, alcune vitamine sono liposolubili e ciò significa che necessitano di essere disciolte nei grassi per poter essere assorbite e fare il loro lavoro.

È bene ricordare inoltre che, a seconda delle tipologie dei loro legami, le molecole di grasso sono strutturate in modo diverso e hanno densità differenti.

Questo incide sulla facilità con cui possono essere trasportate e digerite nei nostri corpi.

A tal proposito, diversi studi mostrano come alcuni tipi di grassi siano preferibili ad altri.

Si pensa infatti che i grassi insaturi facciano bene alla salute generale.

Allo stesso modo, gli acidi grassi monoinsaturi hanno proprietà antinfiammatorie e aiutano ad abbassare il livello di colesterolo LDL, noto anche come colesterolo «cattivo».

Se ancora non lo sapessi, il colesterolo LDL (colesterolo lipoproteico a bassa densità) si accumula nelle pareti dei vasi sanguigni, restringendole e limitando il flusso sanguigno.

Proprio per questo, livelli più elevati di LDL sono associati al rischio di infarto: in questi casi, infatti, il cuore deve pompare più forte mentre riceve sempre meno ossigeno.

Ma buone notizie: anche gli acidi grassi polinsaturi possono migliorare i livelli di colesterolo nel sangue.

Alcuni di loro, come i famosi acidi grassi omega-3 e omega-6, sono essenziali per la nostra salute e il nostro cervello.

Altri acidi grassi possono essere prodotti dal nostro corpo stesso, ma gli omega-3 e gli omega-6 si trovano solo nel cibo.

Infine, ci sono i grassi saturi. Tempo fa, gli stessi non godevano di ottima reputazione, ma ora sappiamo che non sono così terribili come si pensava una volta (ebbene sì, puoi lasciare quel burro nel carrello).

Tuttavia, assumerli in elevate quantità può portare ad un aumento del livello di LDL (colesterolo cattivo).

Come sempre, moderazione ed equilibrio sono alla base di tutto.

Cosa c’è che non va con gli acidi grassi trans?

Esistono inoltre i grassi trans, ovvero acidi grassi insaturi che contengono uno o più doppi legami in configurazione trans geometrica.

I grassi trans vengono modificati per diventare solidi a temperatura ambiente proprio come quelli saturi.

Una piccola parte di grassi trans proviene naturalmente dalla carne e dai latticini, ma la maggior parte di essi è prodotta artificialmente per cibi processati come patatine e biscotti, in modo da mantenerli belli ed appetibili più a lungo.

I grassi trans di origine industriale sono i peggiori.

Questi aumentano infatti il colesterolo “cattivo” LDL e, allo stesso tempo, abbassano il colesterolo “buono” HDL.

Inutile dire che il consumo di grassi trans è inoltre legato a un maggior rischio di malattie cardiache.

La Food and Drug Administration (FDA) statunitense insiste tutt’ora sul fatto che i grassi trans non siano, ovviamente, sicuri.

Quindi cosa dovremmo mangiare?

Tranquillo/a, qui nessuno sta per dire “abbuffiamoci di grassi insaturi!” 😅

Parliamo invece di quali fonti alimentari di grassi scegliere.

Prima di tutto, occorre precisare che non ci sono grassi “puliti” nel mondo reale.

Alcuni prodotti contengono più grassi saturi che insaturi e viceversa, ma tutti gli alimenti hanno un mix di grassi.

Le principali fonti di grassi monoinsaturi sono gli oli vegetali (soprattutto di oliva e di colza), avocado, noci e semi.

Per i grassi polinsaturi, invece, prediligi pesce come salmone, tonno, trota, sgombro, sardine, aringhe e persino ostriche.

Per quanto riguarda i grassi saturi, questi provengono principalmente da carne e latticini, ma puoi trovarli anche negli oli di cocco e di palma.

Occhio però: se hai dubbi o preoccupazioni in merito alla salute del tuo cuore e del tuo intestino, dovresti sostituire i grassi saturi con quelli insaturi (soprattutto polinsaturi).

Al posto di una costata di manzo mangia quindi del gustoso salmone con erbe e limone.

Ovviamente, i grassi trans non sono i benvenuti sulla tua tavola.

Cerca di evitare la margarina (ad eccezione di quella senza grassi trans), i cibi fritti, alcuni prodotti da forno (torte, biscotti, patatine) e gli impasti acquistati in negozio.

Affidati quindi a pasti fatti in casa piuttosto che a cibi processati o fast food.

Non dimenticare inoltre di leggere le etichette degli ingredienti, così da sapere esattamente cosa stai ingerendo.

Ricorda che i grassi trans sono spesso chiamati «grassi parzialmente idrogenati» sulle etichette degli alimenti.

Bene gio, anche per oggi abbiamo terminato!
Concludiamo questa lezione con il nostro consiglio del giorno:

Bollisci o cucina al forno. Non friggere. Questo ti aiuterà ad evitare i grassi trans.

Ti auguriamo un sereno giovedì e ti ricordiamo che per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento rimaniamo a tua completa disposizione!

Ci vediamo domenica, non mancare! 😊

A presto!

Team Neobilive

🥪 Neobi-Tips • 06 • Gli spuntini

L’arte degli spuntini

Buongiorno Superorganismi!

Inauguriamo questa splendida domenica con la sesta lezione dei nostri Neobi-tips e quale miglior modo se non quello di parlare degli spuntini?

Se veramente esiste una relazione amore-odio per noi esseri umani, quella è proprio il rapporto con gli spuntini…dopotutto chi non ha mai desiderato qualcosa di dolce tra i pasti per poi fermarsi perché non propriamente salutare?

Probabilmente, se fossimo in un’aula, ora vedremmo molte mani alzate.

E se ti dicessimo che non deve per forza essere così e che gli spuntini possono essere sia deliziosi che salutari?

Ti abbiamo incuriosito? Allora non ti resta che iniziare a leggere 😉

Mangiare o non mangiare uno spuntino…questo è il dilemma

Ma quindi come si fa a fare uno spuntino in modo sano? Devi sapere che ci sono dei principi chiave che dovresti seguire e noi te li riportiamo proprio qui sotto:

1. Occhio alle tue calorie

Per quanto gustosi possano essere gli spuntini, ricorda che questi non sostituiscono un pasto completo.

Ciò significa che il tuo apporto calorico giornaliero dovrebbe dare la priorità a colazione, pranzo e cena E POI a tutti gli spuntini che ti capita di mangiare durante la giornata.

Mantenerli quindi a basso contenuto calorico ti aiuterà a rimanere entro il limite stabilito.

Vuoi un esempio? Lo yogurt bianco magro con alcuni spicchi d’arancia e una spolverata di semi di girasole è un delizioso spuntino che contiene poco meno di 150 kcal!

2. Mastica, mastica, mastica!

No, davvero, sta tutto lì. Ci vuole un po’ di tempo per provare quella piacevole sensazione di pienezza. Masticare il cibo meglio e più a lungo è uno dei modi per dare al tuo corpo quel tempo.

Inoltre, non dimentichiamo che masticare aiuta effettivamente la digestione, poiché il cibo viene sia scomposto in pezzi più piccoli sia impregnato di saliva.

Sapevi che il numero medio di masticazioni utili a migliorare il tuo processo digestivo è 32?

3. Fai uno spuntino consapevolmente

Esatto: non fare uno spuntino mentre fai qualcos’altro (come guardare un film o scrivere un’e-mail di lavoro) e togli quel pacchetto di patatine dalla tua scrivania.

Insomma, prenditi il tuo tempo per fare uno spuntino di proposito.

Il motivo? Semplice: seguendo questo consiglio, farai uno spuntino solo quando hai davvero fame e non puoi farne a meno. Niente più spuntini accidentali, niente più calorie non necessarie.

4. Combina proteine e carboidrati (preferibilmente complessi)

Dai un occhio alla tabella nutrizionale presente sulla confezione dello spuntino che stai guardando.

Gli alimenti ricchi di proteine vengono digeriti più lentamente e questo ti permette di combattere la fame per più tempo.

I carboidrati, invece, ti forniscono una sferzata di energia, e gli zuccheri non saliranno alle stelle se sono carboidrati complessi e non semplici zuccheri.

Inoltre, i cibi ad alto contenuto di carboidrati complessi sono anche ricchi di fibre alimentari, molto utili per te e il tuo microbiota.

5. Meno cucini, meglio è

Lo sappiamo…questo punto non piacerà alle nostre nonne (nonché ottime cuoche incallite). Ma qui non si tratta solo di risparmiare tempo.

Mangiamo cibi cucinati tre volte al giorno e, in quest’ottica, il tuo spuntino diventa una rara opportunità di mangiare qualcosa di non cotto.

Ricorda che tutti i metodi di cottura hanno degli svantaggi più o meno marcati. Inoltre, è stato dimostrato che la cottura riduce il contenuto di alcuni nutrienti, in particolare le vitamine idrosolubili.

Sapevi per esempio che le foglie di spinaci crude contengono 3 volte la vitamina C di quelle cotte?

6. Porta i tuoi spuntini con te!

Preparare degli spuntini in anticipo e portarli con te ovunque tu vada, è un’ottima idea!

Gli spuntini che hai scelto e selezionato con cura saranno sicuramente più sani (e più economici) di una barretta di cioccolato comprata a caso da un distributore automatico.

Tutto questo risulta ancora più vero nel momento in cui riesci a fare lo sforzo di preparare direttamente i tuoi spuntini piuttosto di acquistare quelli venduti o fatti in negozio.

7. Usa i tuoi spuntini per colmare le tue mancanze nutrizionali

Uno spuntino può essere un’opportunità perfetta per fare il pieno di nutrienti non presenti nelle tue solite razioni.

Sei a corto di carboidrati? Mangia una barretta ai cereali fatta in casa. Hai bisogno di più frutta? Prendi una mela.

Questo consiglio può ovviamente essere esteso a qualsiasi tipo di nutriente o alimento. E non dimenticare tutti i micronutrienti (vedi le lezioni precedenti per un ripasso)!

Il tuo corpo ha bisogno solo di un po’ di ciascuno di essi e uno spuntino selezionato correttamente potrebbe fornirti la quantità giornaliera raccomandata di qualcosa che altrimenti non avresti ottenuto.

Quindi quali sono gli spuntini migliori?

Dipende tutto dalle situazioni e dalle circostanze, soprattutto se ti attieni al principio del “colma le tue mancanze nutrizionali”.

In linea generale però, con cereali integrali, frutta e verdura vai sul sicuro, dato che sono sempre una scelta salutare.

Prova, inoltre, a mescolare gli alimenti per aggiungere varietà ed equilibrio al contenuto di nutrienti.

Ad esempio, uno yogurt magro è ottimo, ma se ci aggiungi alcuni frutti di bosco e pezzi di frutta (e, perché no, anche una spolverata di semi di chia), lo stesso diventerà ancora più buono. Lo stesso vale anche per altri spuntini: prova tu stesso a creare delle nuove e deliziose combinazioni con noci e bacche!

Ottimo, gio! Siamo arrivati alla fine anche oggi.

Il nostro consiglio del giorno per te è:

Quando scegli uno spuntino, opta per cibi non processati (frutta e verdura crude) piuttosto che per quelli processati (ricorda che anche le barrette fitness non sono proprio un’ottima scelta)

Ci vediamo domenica, non mancare! 😊

A presto!

Team Neobilive

🍊 Neobi-Tips • 07 • Le Vitamine

Tutto ciò che devi sapere sulle vitamine

Bentornati con la settima lezione dei nostri Neobi-tips, ormai siamo a metà strada!

Come avrai già intuito dal titolo, l’argomento di oggi sono le vitamine.

Ma che cosa sono le vitamine? Perché ne abbiamo bisogno? Dove le puoi trovare? Non preoccuparti, queste domande troveranno risposta proprio nella lezione di oggi!

Sei pronto?

Iniziamo!

Che cosa sono le vitamine

Le vitamine sono composti organici di cui il tuo corpo ha bisogno in quantità relativamente piccole.

Nonostante questo, però, queste molecole giocano molteplici ruoli importanti nel nostro corpo, come partecipare in diverse reazioni chimiche o aiutarci nel mantenimento dei processi corporei e nella costituzione di muscoli e ossa.

Ma non solo.

Le vitamine, infatti, ci supportano nell’utilizzo dell’energia e anche nella guarigione delle ferite, come vedremo anche tra poco.

Il nostro corpo, tuttavia, non è in grado di sintetizzare tutte le vitamine di cui abbiamo bisogno nelle quantità necessarie e questo significa che le stesse devono essere introdotte attraverso il cibo.

L’esatta quantità richiesta di vitamine dipende dalla loro tipologia, dal loro ruolo e dal modo in cui possono essere immagazzinate nel nostro corpo.

I 2 tipi di vitamine

A seconda di come il nostro corpo trasporta e immagazzina le vitamine, queste possono rientrare in uno dei seguenti 2 gruppi: vitamine idrosolubili e vitamine liposolubili.

Vediamoli entrambi uno per volta.

1. Le vitamine idrosolubili possono essere sciolte in acqua e in liquidi a base acquosa, come il succo di frutta e verdura o il nostro sangue.

Dopo essere state digerite, le vitamine entrano nel sangue per viaggiare attraverso il corpo senza alcun problema.

Allo stesso tempo, quelle che non sono state utilizzate raggiungono il fegato e vengono presto eliminate attraverso le urine.

Devi inoltre sapere che il nostro corpo non è in grado di immagazzinare vitamine idrosolubili, quindi abbiamo bisogno di introdurle con il cibo ogni giorno.

Ricorda: la vitamina C e tutte le vitamine del gruppo B sono idrosolubili.

2. Le vitamine liposolubili, al contrario delle precedenti, non possono essere sciolte nell’acqua (o nel sangue) e questo le mette in una posizione ambivalente.

Da un lato, non possono viaggiare attraverso il corpo così facilmente come le vitamine idrosolubili e quindi hanno bisogno dell’aiuto di proteine specifiche a questo.

D’altra parte, le vitamine liposolubili possono essere immagazzinate nei tessuti adiposi del corpo e del fegato, e queste riserve possono durare giorni o, a volte, mesi.

Le vitamine A, D, E e K sono liposolubili.

Occhio però.

È sicuramente importante non sovraccaricare il corpo di vitamine, ma è cruciale non esagerare con quelle liposolubili, poiché il nostro corpo impiega molto tempo a processarle.

Ma cosa fanno le vitamine?

Sorpresona! Ci sono 13 differenti vitamine e giocano tutte ruoli diversi nelle funzioni del nostro corpo.

Scopriamole insieme!

-Le vitamine del gruppo B sono coenzimi che incentivano il rilascio di energia dal cibo e utilizzano quella stessa energia per i bisogni del nostro corpo.

-La vitamina C partecipa alla lotta contro le infezioni e alla produzione di collagene, la principale proteina strutturale presente nella pelle e in altri tessuti connettivi. Il collagene svolge inoltre un ruolo importante nella guarigione delle ferite.

-La vitamina A aiuta il corpo a produrre globuli bianchi (fondamentali per il sistema immunitario). La stessa protegge inoltre la tua vista.

-La vitamina D aiuta a regolare la quantità di calcio e fosfato necessari per mantenere sani ossa, denti e muscoli.

-La vitamina E è un antiossidante che inibisce l’ossidazione e spazza via i radicali liberi che possono danneggiare le cellule.

-La vitamina K è un’altra importante vitamina per la guarigione delle ferite. È infatti coinvolta nella coagulazione del sangue, necessaria per fermare le emorragie/sanguinamenti.

Di quante vitamine abbiamo bisogno?

Le vitamine sono molto importanti e la loro carenza può portare a stanchezza, insufficienza nervosa e alcune malattie come lo scorbuto e il rachitismo.

Ora però non andare a svaligiare lo scaffale delle vitamine in farmacia o in qualsiasi altro negozio.

Come sempre, infatti, l’equilibrio è fondamentale e, paradossalmente, il sovraccarico di vitamine può essere ancora più pericoloso e potenzialmente tossico.

Una dieta bilanciata e contenente frutta e verdura fresca è il modo migliore per ottenere abbastanza vitamine per una buona salute.

Tuttavia, a volte, le nostre caratteristiche metaboliche individuali o l’ambiente possono causare una carenza di vitamine. In questi casi alcuni integratori possono rivelarsi utili e appropriati.

Naturalmente, prima di assumere qualsiasi integratore vitaminico, parla con il tuo medico per capire se ne hai davvero bisogno.

Ricorda inoltre che gli integratori non possono sostituire una dieta sana e varia.

Ottimo gio, anche per oggi è tutto.

Ecco a te il nostro consiglio del giorno:

L’esposizione alla luce solare aumenta i batteri buoni del tuo microbiota intestinale e i livelli di vitamina D. Prendi il sole, ma con moderazione ☀️

Ci vediamo domenica, non mancare! 😊

A presto!

Team Neobilive

🌈 Neobi-Tips • 08 • I Minerali

Sali minerali: sei sicuro di sapere tutto su di loro?

Ciao gio, qui è Neobilive 😊

Questa ottava lezione dei Neobi-tips sarà dedicata niente meno che…ai minerali!

No, non stiamo parlando dei minerali che studiavi durante le lezioni di geologia alle scuole superiori, ma di quelli che il tuo corpo necessita per funzionare correttamente.

Sicuramente, sai già che i sali minerali sono essenziali per te (dopotutto i cereali fortificati e gli integratori alimentari esistono per un motivo), ma forse non sono ancora del tutto chiari gli esatti motivi per cui hai bisogno di questi minerali e le quantità da assumere.

Nessun problema, te lo spieghiamo noi.

Cominciamo parlando di quantità.

A seconda della quantità di cui il tuo corpo ha bisogno, i minerali possono essere ampiamente suddivisi in due gruppi:

1. i minerali principali (o macrominerali)
2. i minerali in tracce (o microminerali, i quali, come suggerisce il nome, sono presenti solo in piccole tracce)

Di solito abbiamo bisogno di molti più macrominerali che micro, anche se quest’ultimi sono comunque necessari per le funzioni vitali del nostro corpo come la produzione di sangue o ormoni.

I macrominerali

Come dicevamo poco fa, il tuo corpo ha bisogno di molti di questi.

Ci sono buone probabilità che tu abbia già sentito parlare della maggior parte di essi, poiché di solito gli viene prestata molta attenzione sulle etichette degli alimenti e sui blog dedicati alla salute.

In ogni caso, ecco a te un elenco di questi preziosi sali minerali:

Calcio: è il minerale più abbondante nel nostro corpo.
Svolge un ruolo essenziale nella costituzione delle ossa e nel mantenerle sane, consentendo, allo stesso tempo, al nostro sangue di coagularsi e ai nostri muscoli di contrarsi (compreso il muscolo cardiaco)
La quantità raccomandata di calcio dipende dall’età e dal sesso, in media, però, è di circa 1000-1200 mg al giorno.
E quali alimenti sono ricchi di calcio? Semplice: i latticini!

Fosforo: è il secondo minerale più presente nel corpo (e molto probabilmente non ne sei carente) e ne hai bisogno per le molteplici funzioni che svolge, come filtrare gli scarti e riparare tessuti e cellule.
Puoi trovare il fosforo negli alimenti ricchi di proteine.

Potassio: è il terzo minerale più abbondante nel corpo. Aiuta a regolare il bilanciamento dei liquidi, a inviare segnali nervosi e a regolare le contrazioni muscolari.
Puoi trovare il potassio in frutta, verdura e pesce.

E il sodio e il cloro?
Sono altri minerali importanti che partecipano alla funzione cellulare, alla regolazione dell’equilibrio dei liquidi e al mantenimento della pressione sanguigna.
Puoi trovarli in alimenti come uova e verdure.

Come forse già sai, inoltre, il cloruro di sodio è anche il componente principale del sale da cucina.

La carenza di sodio è rara e anzi la maggior parte delle persone ne ha in livelli eccessivi. In questi casi, un eccesso di sodio può provocare edema, ipertensione, carenza di potassio e problemi ai reni.

Parliamo ora del magnesio.
Il ruolo principale di questo minerale è agire come cofattore nelle reazioni enzimatiche. Può inoltre incrementare le prestazioni fisiche e aiutare a combattere la depressione.
I semi e le noci, così come il pesce, l’avocado e la quinoa, sono buone fonti di magnesio.

Infine, abbiamo lo zolfo. Questo minerale partecipa alla costruzione e alla riparazione del DNA, oltre che alla protezione delle cellule dai danni.
Molti alimenti sono ricchi di zolfo, tra cui carne, pesce, latticini, legumi e noci.

I microminerali

Il tuo corpo non ne ha bisogno in grandi quantità, ma comunque ne necessita.
Questi che ti elenchiamo qui sotto sono solo i più importanti.

Se volessimo infatti includere ogni elemento di cui il tuo corpo ha bisogno in tracce, probabilmente dovremmo riportare l’intera tavola periodica (con alcune rare eccezioni) 😅

• Ferro
• Zinco
• Iodio
• Selenio
• Rame
• Manganese
• Fluoro
• Cromo
• Molibdeno

Tra questi sali minerali presenti solo in tracce nel tuo corpo, il più importante è il ferro. Essendo parte dei globuli rossi, questo minerale trasporta l’ossigeno in giro per il corpo.

Senza sufficiente ferro, il tuo corpo non riesce a produrre abbastanza emoglobina, il che porta ad anemia, ovvero una riduzione del numero di globuli rossi.

Di conseguenza, potresti sentirti debole, stanco e facilmente irritabile. Si stima che circa il 20% delle donne (50% per le donne incinte) e il 3% degli uomini non hanno abbastanza ferro nel corpo.

Dove trovarlo dunque? Trovi il ferro nelle carni rosse, nei legumi, nei broccoli e negli spinaci.

Lo zinco, invece, è secondo al ferro per concentrazione nel corpo ed è necessario per il corretto funzionamento del sistema immunitario.

Lo zinco partecipa inoltre alla crescita e alla divisione cellulare, alla guarigione delle ferite e alla scomposizione dei carboidrati.

È anche importante ricordare che mantenere un livello sano di zinco durante la gravidanza e l’infanzia è estremamente importante.

Non a caso, il nostro probiotico Vitalongum è ricco di zinco!

Se sei tra i molti che lo stanno assumendo, allora stai già apportando diversi benefici al tuo organismo. Se invece non l’hai ancora provato…beh, sei sempre in tempo per farlo!

Il selenio è altrettanto importante e presente anch’esso in Vitalongum. Agisce da antiossidante proteggendo le membrane cellulari e contrastando l’azione negativa dei radicali liberi.

Infine, abbiamo bisogno di iodio per la normale funzione tiroidea e la produzione di ormoni tiroidei, i quali gestiscono il nostro metabolismo e altre funzioni essenziali.

La quantità giornaliera di iodio dipende dall’età. In ogni caso, puoi trovare lo iodio nel sale iodato, nel pesce, nelle alghe e nei frutti di mare, nonché in alcuni prodotti lattiero-caseari.

Ma come inserire così tanti elementi nella tua dieta?

Il segreto è aggiungere varietà alla tua dieta: cibi diversi sono ricchi di minerali diversi e di solito basta poco per riuscirci.

Hai presente il motto «mangia l’arcobaleno», spesso usato da professionisti dell’alimentazione?

Bene, ecco perché è così importante: aggiungere diversi tipi di cibo ai tuoi pasti ti permetterà di ottenere tutti gli elementi di cui il tuo corpo ha bisogno.

Non aver paura di sperimentare con la composizione dei tuoi pasti e di aggiungere cose nuove. Fidati di noi: il tuo corpo te ne sarà grato.

Ottimo gio, siamo giunti alla fine.

Anche oggi ci salutiamo con il nostro consiglio giornaliero per te:

Mangia l’arcobaleno: aggiungi cibi di diversi colori nel tuo piatto per mantenere varia la tua dieta.

Ci vediamo giovedì, non mancare! 😊

A presto!

Team Neobilive

🧂 Neobi-Tips • 09 • Il Sale

Eccoci con la nona lezione dei nostri Neobi-tips.

Oggi parleremo del sale.

Sì esatto, proprio del sale da cucina (o cloruro di sodio se vogliamo usare termini scientifici), il quale è stato per qualche tempo il principale capro espiatorio nutrizionale, essendo accusato di condurre a ipertensione e malattie cardiovascolari.

Tuttavia, la storia non è così semplice, quindi cercheremo di entrare nel vivo della questione per fare chiarezza.

Da dove arriva il sale?

Il protagonista correlato agli effetti del sale è il sodio, ovvero uno ione caricato positivamente che aiuta a mantenere l’equilibrio dei liquidi e a trasmettere segnali nel tuo corpo.

Come ogni sostanza chimica nel tuo corpo, non ce ne deve essere troppo, ma nemmeno troppo poco.

Infatti, in caso di una presenza troppo elevata di sodio, il suo eccesso tende a rimanere nel plasma sanguigno, assorbendo acqua e aumentando la pressione sanguigna.

Al contrario, troppo poco sodio indica un primo segnale di disturbi nel corpo, con un conseguente sviluppo di crampi, sonnolenza e nausea.

Il secondo scenario tuttavia è abbastanza improbabile, se consideriamo che al giorno d’oggi il sale è sovrabbondante, e questo è anche il motivo per cui si sente solo parlare di ridurre l’assunzione di sale, soprattutto nel caso di assunzione di cibi processati dove la concentrazione di sale può essere alle stelle.

La maggior parte delle linee guida basate sull’evidenza scientifica consigliano di mangiare non più di un cucchiaino (cioè meno di 6 grammi) di sale al giorno, preferibilmente anche meno.

Quindi come ridurre l’assunzione di sale?

Secondo il NHS nel Regno Unito, circa il 75% del sale che assumiamo con il cibo è stato effettivamente aggiunto durante la fase di lavorazione degli alimenti.

Cerca quindi di evitare pasti precotti, in scatola e fast food, optando invece per scelte più salutari come i pasti cucinati in casa.

Lo stesso principio può essere applicato quando devi scegliere i singoli ingredienti: il cibo fresco o surgelato è meglio di quello in scatola, e gli alimenti naturali sono meglio che quelli artificiali.

E se stai mangiando fuori?

In questo caso, mangiare un pollo è sicuramente più salutare di quell’hamburger nel piatto (anche se cucinare da sé rimane probabilmente la soluzione migliore).

Un altro modo per ridurre l’assunzione di sale è, ovviamente, aggiungerne meno quando si cucina e si mangia.

Sembra banale, ma non lo è. Spesso, infatti, le persone aggiungono sale senza nemmeno pensarci: occhio quindi!

Prima di inghiottire il tuo pasto, assaggialo: è probabile che possa già essere delizioso così com’è.

Se però hai bisogno di qualcosa in più, ricorda che ci sono tanti altri modi per esaltare il sapore.

Usa, ad esempio, pepe nero e altre spezie per condire o aggiungi erbe fresche durante la preparazione dei pasti.

Sapevi inoltre che arrostire o cuocere le verdure ne esalta di molto il sapore?

Prova poi ad aggiungere condimenti alternativi al formaggio (spesso molto salato).

Oppure, aggiungere qualche fetta di pomodoro sulla padella è molto simile all’uso del ketchup, ma senza quella quantità di sale in più.

Infine, cerca di controllare i tuoi spuntini.

Hai già ricevuto una lezione dedicata agli spuntini sani e alla loro importanza (se ti sei perso le lezioni precedenti, rispondi a questa mail e saremo felici di condividere con te il link per ottenerle), ma ecco un importante promemoria: il più delle volte, gli snack contengono molto sale!

Arachidi o patatine ti dicono niente? Bene, abbiamo reso l’idea.

Sostituisci questi spuntini con qualcosa di più salutare (come un mix di frutta) o perlomeno cerca alternative a basso contenuto di sodio.

Bene 
gio, anche per oggi è tutto.

Ecco a te il nostro consiglio giornaliero:

Usa spezie come aglio, paprica e pepe invece del sale.

Ti auguriamo un buon giovedì! Per qualsiasi dubbio, domanda o chiarimento rimaniamo a tua completa disposizione!

Ci vediamo domenica, non mancare! 😊

A presto!

Team Neobilive

🍎 Neobi-Tips • 10 • I Polifenoli

Polifenoli: ne hai mai sentito parlare?

Siamo alla decima lezione dei Neobi-tips e questo significa che siamo ormai agli sgoccioli di questo percorso insieme.

Oggi parleremo dei polifenoli. Si, è vero…il nome non è dei più semplici, ma vedrai che tutto diventerà più chiaro dopo aver letto questa mail!

Cosa sono i polifenoli?

I polifenoli sono le molecole presenti nelle piante (principalmente negli strati esterni), ragion per cui sono anche chiamati composti fitochimici.

Nelle piante, questi nutrienti sono importanti per tutta una serie di motivi che non approfondiremo qui per non annoiarti con una lezione di botanica improvvisata, mentre per noi umani questi stessi elementi sono uno dei motivi per cui il “mangiare verde” è spesso associato a una buona salute.

La ricerca ha dimostrato infatti che i polifenoli possono aumentare la sensibilità all’insulina, ridurre il rischio di diabete di tipo 2 e influenzare positivamente i livelli di colesterolo.

Questi benefici possono derivare dalle proprietà antiossidanti dei polifenoli, nonché dai loro effetti sull’espressione genica e sul microbiota intestinale.

Chimicamente parlando, i polifenoli contengono una o più strutture ad anello chiamate gruppi fenolici, da cui deriva proprio il loro nome.

È anche importante ricordare che i polifenoli hanno varie forme, ma possono essere classificati in una delle seguenti quattro grandi categorie: flavonoidi, acidi fenolici, stilbeni e lignani.

Di solito, gli alimenti contengono miscele complesse di questi tipi.

Vediamoli subito insieme uno per volta.

I flavonoidi

Iniziamo subito dicendo che i flavonoidi sono di gran lunga i più comuni (e i più studiati) dei polifenoli, rappresentando circa il 60% di essi.

I flavonoidi sono pigmenti che danno colore ai petali dei fiori e alle piante commestibili e, per coincidenza, hanno anche proprietà antiossidanti e antinfiammatorie.

Si trovano in molti alimenti, come tè, cioccolato fondente e vino rosso, oltre che in vari legumi, frutta e verdura.

I flavonoidi, inoltre, si trovano spesso anche negli integratori alimentari, a volte sotto il nome di «bioflavonoidi».

Al momento però ci sono pochi dati sulla quantità di flavonoidi che dovremmo assumere ogni giorno.

I sondaggi mostrano che le persone nell’Unione Europea e negli Stati Uniti ne consumano rispettivamente circa 140 mg e 190 mg ogni giorno, derivanti principalmente dal tè.

Gli acidi fenolici

Gli acidi fenolici sono il secondo sottoinsieme più grande, costituendo circa il 30% di tutti i polifenoli, e abbondano nella buccia e nei semi dei frutti e nelle foglie degli ortaggi.

Inoltre, il più delle volte, il cibo che contiene flavonoidi fornirà anche alcuni acidi fenolici: ricordalo quando pianificherai il tuo prossimo pasto!

Stilbeni e lignani

Stilbeni e lignani non sono sottoinsiemi così grandi come i precedenti, poiché insieme rappresentano solo il 10% di tutti i polifenoli e compaiono solo in piccole quantità.

Tuttavia, sono comunque importanti per la tua salute come qualsiasi altro polifenolo.

Gli stilbeni si trovano nelle bacche, nelle noci e nel vino rosso (amanti del vino, sappiamo che state esultando), mentre i lignani si trovano in un’ampia varietà di semi, cereali, frutta e verdura.

Uno dei rappresentanti più noti appartenenti a questa categoria è il resveratrolo, presente nel vino rosso e apprezzato in particolare per le sue proprietà antinfiammatorie e antiossidanti.

Alcuni credono che il resveratrolo fornisca al vino rosso i suoi effetti benefici, tuttavia sono necessarie ulteriori ricerche prima di poter trarre conclusioni specifiche a riguardo.

Eccoci gio, anche oggi siamo arrivati alla fine di questa lezione.

Se ti sei perso le puntate precedenti e vorresti recuperarle, rispondi a questa mail e ti invieremo il link per averle!


Ecco a te il nostro consiglio del giorno:

 

Al pomeriggio, sostituisci il caffè con il tè. In questo modo, il tuo corpo avrà il tempo di prepararsi al sonno e ottenere i flavonoidi.

Ti auguriamo una splendida domenica! Per qualsiasi cosa, rimaniamo a tua completa disposizione!

Ci vediamo giovedì con una lezione molto molto speciale 🎁 non mancare!

Team Neobilive

💧 Neobi-Tips • 11 • Che cosa bere?

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