Disbiosi intestinale: cos’è, sintomi, cause, cura

da | Gen 20, 2024

Che cos’è la disbiosi intestinale?

La disbiosi intestinale è un disturbo che può influire negativamente sulla buona qualità della vita: in particolare, si presenta quando la flora intestinale del colon si trova in una condizione di disequilibrio qualitativo e quantitativo

In questa circostanza, una anomala proliferazione di batteri “cattivi” può causare l’irritazione dei villi intestinali che, quindi, non riescono più ad assorbire efficacemente i nutrienti; tale condizione porta al soggetto che ne soffre difficoltà digestive, gonfiore addominale e meteorismo.

La disbiosi intestinale – in una persona adulta sana – può essere la conseguenza di una cattiva alimentazione, magari poco variegata e squilibrata, o caratterizzata da un eccessivo consumo di cibo “spazzatura”, ad esempio alimenti troppo grassi o troppo raffinati e con un alto contenuto glicemico. 

Allo stesso modo, anche la carenza di frutta e verdura, la scarsa assunzione di acqua e il consumo di alcolici possono essere dannosi per la flora intestinale. 

Nei casi in cui si accerti che la causa principale della disbiosi risiede nell’alimentazione scorretta, un valido aiuto per ristabilire l’equilibrio del microbiota intestinale viene proprio dalla correzione dell’alimentazione e dall’assunzione di probiotici. 

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I probiotici infatti, se assunti in quantità adeguate, favoriscono l’equilibrio della flora batterica intestinale, contribuendo così a ridurre lo stato infiammatorio e lo stato di squilibrio causato dai batteri patogeni.

Infine, è importante notare che, spesso, la disbiosi può insorgere anche in seguito a terapie farmacologiche prolungate, tra cui quelle a base di antibiotici. Più di frequente, inoltre, può essere spia di altre patologie infiammatorie a carico dell’apparato digerente. 

Disbiosi intestinale: sintomi e come riconoscerla

La disbiosi si manifesta generalmente con sintomi come:

  • gonfiore addominale
  • pesantezza
  • eccessiva flatulenza
  • stitichezza
  • diarrea
  • dolori addominali
  • in alcuni casi si può presentare anche cattiva digestione

Tuttavia, per riconoscere questa condizione, è molto importante valutare complessivamente lo stato di salute della persona e i suoi sintomi: alcuni disturbi preesistenti infatti potrebbero indicare la presenza di altre patologie, come la sindrome del colon irritabile o la celiachia

In alcuni casi si possono presentare dei sintomi aspecifici, come le infezioni urogenitali ricorrenti. Esse sorgono proprio come conseguenza della disbiosi, ma sono difficilmente attribuibili a questo disturbo, poiché l’apparato interessato è diverso da quello digestivo. L’intestino può infatti influenzare notevolmente la salute dell’apparato urogenitale.

Inoltre, in linea teorica, sappiamo che esistono delle correlazioni tra l’apparato gastrointestinale e l’apparato neurologico, dovute al cosiddetto “asse intestino-cervello”. Per cui, in presenza di disbiosi, si possono presentare sintomi indiretti come cefalee, disturbi del sonno, irritabilità e stanchezza. Questo accade perché alcuni microrganismi nell’intestino contribuiscono alla genesi di neurotrasmettitori implicati nei cambiamenti degli stati emozionali. 

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Ad ogni modo, l’unico strumento valido per diagnosticare la disbiosi è un’accurata analisi della funzionalità del colon, proprio lì dove il disequilibrio si è manifestato. Se necessario, un esame delle feci rivelerà senza dubbio la presenza di batteri patogeni responsabili della disbiosi.

Quali sono le cause della disbiosi?

La disbiosi è causata da diversi fattori; primi tra questi sono sicuramente:

  • un’alimentazione sbagliata
  • uno stile di vita sedentario

Una dieta troppo carica di grassi, zuccheri, carboidrati raffinati e alcolici, infatti, nel tempo ha un effetto negativo sul benessere complessivo dell’intestino. 

In particolare, quando la flora intestinale alterata deriva da un eccesso di zuccheri e carboidrati complessi o da problemi di malassorbimento si parla di disbiosi fermentativa. Al contrario, se il dismicrobismo è provocato da un consumo massiccio di alimenti grassi e poveri di fibre, la persona si trova in una condizione di disbiosi putrefattiva

Se a questo si aggiunge anche una vita molto sedentaria, ecco allora che il danno diventa maggiore: un’eccessiva presenza di batteri “cattivi” che stagnano a lungo nel colon può irritare le pareti dello stesso.

In altri casi, invece, la disbiosi intestinale insorge in soggetti che da tempo seguono terapie farmacologiche a base, per esempio, di antibiotici, antiacidi, lassativi e ormoni

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Questi farmaci, se assunti per brevi periodi, possono essere utili a risolvere infezioni batteriche o condizioni infiammatorie passeggere. Tuttavia, se assunti a lungo, possono creare squilibri.

Ci sono anche casi in cui la disbiosi della flora batterica intestinale diventa l’indizio per individuare patologie preesistenti come la sindrome del colon irritabile o malattie infiammatorie croniche (celiachia, malattia di Crohn, colite).

Tutte queste patologie influiscono negativamente sulla flora intestinale.

Se infine consideriamo l’ormai certa connessione tra intestino e cervello, anche stress eccessivi e prolungati stati di ansia e depressione condizionano gli equilibri intestinali.  

Dieta per la disbiosi intestinale

È possibile curare la disbiosi seguendo un’alimentazione sana e adottando uno stile di vita salutare; il microbiota ne trarrà sicuramente giovamento.

È importante innanzitutto distribuire in modo equilibrato i pasti nell’arco della giornata iniziando sempre con una buona colazione, magari a base di cereali, frutta fresca, latticini a piacere ma con moderazione. Inoltre, è possibile preferire i carboidrati a pranzo e le proteine a cena e consumare la frutta lontano dai pasti, come spuntino. 

Dieta per la disbiosi intestinale

In linea generale basterà prediligere cibi freschi e ricchi di vitamine (soprattutto frutta e verdure), cereali ricchi di fibre, pesce e carni non processate e legumi con moderazione; resta importante bere molta acqua che aiuta ad eliminare le tossine. Importante anche non eccedere nel condimento, scegliendo un filo di olio d’oliva a crudo.

Gli alimenti da evitare per la disbiosi sono quelli con troppi zuccheri come le bevande ed i succhi zuccherati, gli alcolici, le carni processate e salate (affettati), i cibi troppo grassi, le farine raffinate e tutti i cibi preconfezionati che contengono molti conservanti, addensanti, dolcificanti artificiali e altre sostanze nemiche della flora intestinale.

Un valido supporto alla dieta, inoltre, viene sicuramente dall’uso di probiotici che favoriscono l’equilibrio della flora intestinale, promuovendo così la crescita di batteri buoni e il rafforzamento delle difese immunitarie. Spesso l’assunzione di questi integratori probiotici contribuisce al ritrovamento della regolarità intestinale, con ottimi benefici osservabili nel tempo. 

Come curare la disbiosi intestinale?

Per curare la disbiosi intestinale bisogna agire sulla causa che ha creato il disordine nell’intestino, riducendo ed eliminando i batteri patogeni per ripopolare la flora buona, indispensabile per una corretta salute intestinale. 

Il primo passo, è escludere i fattori che possono aggravare il disturbo come gli antibiotici o altri farmaci che interferiscono con le funzioni intestinali. Il tutto sempre sotto il consiglio e la visione del proprio Medico.

Inoltre, è molto importante seguire una dieta sana in modo continuativo con pasti regolari ed un apporto calorico adeguato al proprio bisogno; perdere peso se necessario, bere tanta acqua e dedicare tempo all’attività fisica, la quale aiuta il transito intestinale e attiva il metabolismo.

Inoltre, è possibile introdurre nuove abitudini alimentari che agiscono positivamente sull’intestino, consumando occasionalmente yogurt ricchi di fermenti (che ricordiamo essere diversi dalla definizione scientifica di “probiotico”) o alimenti fermentati come kombucha, kimchi o tempeh, per esempio.

Sicuramente è poi consigliabile abbandonare i comportamenti dannosi come il fumo e il consumo di alcolici e limitare, per quanto possibile, lo stress quotidiano.

Ma ancora più importante, è l’assunzione di validi integratori probiotici probiotici, come Vitalongum.

I probiotici Neobilive si rivelano essere un alleato particolarmente efficace nel favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale, grazie ai 3 ceppi di Bifidobacterium longum, prebiotici FOS, zinco e selenio.

I Bifidobatteri presenti in Vitalongum, inoltre, sono microincapsulati e questo permette loro di resistere e superare l’ambiente acido dello stomaco. Per questo motivo, gli integratori probiotici Vitalongum sono in grado di arrivare vivi e attivi nell’intestino, di colonizzarlo e favorirne l’equilibrio.

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