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Il reflusso gastroesofageo (GERD/MRGE) è tra i disturbi digestivi più comuni. Basta pensare che, in Italia, interessa circa 1 persona su 5, con andamento crescente in età adulta e in presenza di fattori come sovrappeso e ernia iatale.
Come vedremo, i sintomi tipici sono bruciore retrosternale (pirosi) e rigurgito acido e gli attuali trattamenti includono misure che agiscono direttamente sullo stile di vita e i famosi farmaci anti‑reflusso.
Tuttavia, negli ultimi anni, è cresciuto l’interesse verso il microbiota e l’uso mirato di probiotici per attenuare alcuni disturbi che spesso si sovrappongono al reflusso e per controbilanciare eventuali alterazioni del microbiota associate a terapie farmacologiche prolungate.
In questo articolo scopriremo quindi come si presenta il reflusso gastroesofageo, quali possono essere le cause alla radice di questo disturbo e quando i probiotici possono essere d’aiuto.
Che cos’è il reflusso gastroesofageo?
Il reflusso gastroesofageo interessa in Italia circa il 20–28% della popolazione e può comparire a qualsiasi età adulta. La causa principale di questo disturbo è un’alterata barriera tra stomaco ed esofago dovuta soprattutto a rilassamenti transitori o ipotonia dello sfintere esofageo inferiore (LES). Dunque, quando il LES si rilassa nel momento sbagliato o è poco tonico, l’acido gastrico (e talvolta la bile) può risalire nell’esofago causando pirosi, rigurgito acido e sapore amaro/acido in bocca.
Per quanto riguarda i trattamenti per il reflusso, in prima linea abbiamo un’ottimizzazione dello stile di vita e l’assunzione di farmaci IPP, sotto consiglio medico. Tuttavia, è importante sottolineare che l’uso prolungato di IPP è spesso associato a modifiche del microbiota orale e intestinale e a un rischio lievemente aumentato di alcune infezioni enteriche.
Proprio per questo motivo, supportare la flora batterica intestinale con validi probiotici come Vitalongum può certamente essere utile. Dunque, i probiotici non sostituiscono i farmaci IPP quando clinicamente indicati, ma possono essere un utile complemento in un piano personalizzato, dove anche dieta e stile di vita sono sani e curati.
Quali sono i sintomi del reflusso gastrico
Si parla di malattia da reflusso gastroesofageo (GERD o MRGE) quando i sintomi tipici sono “disturbanti” ed impattano la qualità di vita o quando compaiono complicanze.
A tal proposito, i sintomi tipici del reflusso sono pirosi (bruciore retrosternale) e rigurgito acido, ma possono associarsi anche disturbi come:
- ipersalivazione
- sapore amaro/acido
- dolore toracico non cardiaco
- nodo in gola
- mal di gola
Alcuni pazienti, inoltre, possono presentare tosse cronica o un peggioramento notturno dei sintomi. Inoltre, è possibile notare complicanze (seppur meno frequenti) tra cui esofagite erosiva, ulcerazioni e restringimenti (stenosi).

Le cause del reflusso
Tra le cause principali del reflusso gastroesofageo troviamo i rilassamenti transitori del LES e l’ernia iatale, una condizione molto comune che facilita il passaggio del contenuto gastrico verso l’alto. Anche il sovrappeso e l’obesità aumentano significativamente il rischio, perché la pressione addominale elevata può spingere lo stomaco verso l’esofago, peggiorando la tenuta del LES.
Il reflusso può inoltre peggiorare in presenza di un ritardo dello svuotamento gastrico (gastroparesi), che porta il cibo a rimanere più a lungo nello stomaco, aumentando le probabilità di risalita. Inoltre, anche alcuni farmaci come i calcio-antagonisti, i nitrati e gli anticolinergici possono ridurre ulteriormente il tono dello sfintere, favorendo i sintomi del reflusso. Sulla stessa scia, anche la gravidanza può essere associata a reflusso, vista la pressione del feto sull’addome e i cambiamenti ormonali, i quali rendono questo disturbo gastrico molto frequente, seppur spesso temporaneo.
Allo stesso modo, anche lo stile di vita gioca un ruolo cruciale. Per esempio, consumare pasti abbondanti e serali, il consumo di alcolici, il fumo e il fatto di coricarsi subito dopo cena sono abitudini che mettono a dura prova la barriera gastrica. Infine, sebbene stress e ansia non causino direttamente il reflusso, possono accentuarne la percezione e peggiorarne l’andamento.
Consigli e dieta per il reflusso
Quando parliamo di dieta per il reflusso gastroesofageo non esiste un menù valido per tutti. Tuttavia, ci sono principi che funzionano nella maggior parte dei casi e che puoi mettere in pratica già da subito, rispettando la tolleranza del tuo corpo.
In primis, va ricordato che porzioni più piccole e distribuite nella giornata riducono la pressione sullo stomaco e il rischio di risalita acida. Inoltre, risulta utile cenare presto e leggero, lasciando almeno 2–3 ore tra l’ultimo pasto e il momento di andare a dormire. Allo stesso modo, masticare con calma, evitare di sdraiarsi dopo pranzo o cena e fare una breve camminata aiuta lo svuotamento gastrico e alleggerisce la sensazione di pesantezza.
E ora veniamo agli alimenti da prediligere. Certamente, preferire piatti poco grassi e facili da digerire può essere utile. Tra questi:
- carni e pesci magri
- uova ben cotte
- legumi passati se tollerati
- cereali come riso/avena/farro
- pane non condito
- verdure non acide (come zucchine, finocchi, carote, patate, lattuga, cetrioli)
- frutta non acida e matura (come mela o pera)
Anche yogurt e reflusso possono andare d’accordo, se però si predilige uno yogurt bianco naturale, non zuccherato e magro o parzialmente scremato.
Inoltre, in cucina, ti suggeriamo di usare metodi al vapore, alla piastra, al forno con poco condimento; questo perché i grassi rallentano lo svuotamento gastrico e possono peggiorare i sintomi.
Naturalmente, non è necessario bandire per sempre intere categorie di alimenti, ma conviene ridurre ciò che frequentemente scatena i sintomi, come i fritti e i cibi molto grassi, gli alcolici, le bevande gassate, la menta (anche nelle tisane), il cioccolato,le salse molto piccanti, i sughi a base di pomodoro e gli agrumi.
Infine, anche caffè e tè possono peggiorare il bruciore in alcuni pazienti. L’ideale è quindi provare a modulare quantità, orario e, se serve, scegliere alternative decaffeinate. Se un alimento è neutro per noi, invece, non c’è motivo di toglierlo.
Ricorda comunque di affidarti ad un Nutrizionista specializzato in disturbi digestivi per redigere la dieta migliore da seguire: evita quindi il fai-da-te.

“e se il bruciore è notturno?”
In questo caso, il suggerimento che possiamo darti è di sollevare la testata del letto di circa 10–15 cm con rialzi sotto i piedini del letto stesso, in modo che anche l’esofago sia rialzato. Inoltre, anche dormire sul fianco sinistro può ridurre gli episodi di reflusso.
Ad ogni modo, se, nonostante queste strategie, i sintomi restano frequenti o compaiono campanelli d’allarme come disfagia, calo di peso, anemia, dolore toracico atipico, confrontati sempre con il medico per un inquadramento completo e personalizzato.
Probiotici per il reflusso gastrico
Infine, come già accennato, un aiuto ulteriore può arrivare dai probiotici, come Vitalongum, capaci di favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale, nonché condizione essenziale anche per il benessere dello stomaco. Questo torna particolarmente utile in presenza di sintomi intestinali e di un utilizzo costante di farmaci IPP, che sul lungo periodo possono alterare la flora batterica intestinale.
Se quindi stai cercando dei fermenti lattici vivi per il reflusso gastrico, assicurati sempre di scegliere integratori probiotici con ceppi di qualità, sostenuti da studi scientifici consultabili, e capaci di arrivare vivi ed attivi fino all’intestino.
Vitalongum, nello specifico, è formulato con 3 ceppi microincapsulati di Bifidobacterium longum, prebiotici, zinco e selenio e ha già aiutato migliaia di persone a sostenere la lora salute intestinale e digestiva. Questo tipo di fermenti lattici vivi, per lo stomaco, possono quindi essere un valido alleato.
Se dunque vuoi iniziare anche tu a prenderti cura del tuo intestino e del tuo apparato digerente, inizia ora con Vitalongum e unisciti alla nostra community di intestini felici!




