Il ruolo dell’intestino nelle malattie autoimmuni

da | Apr 10, 2023

Malattie autoimmuni e intestino: che legame hanno?

Il microbiota intestinale, ovvero l’insieme di tutti i microrganismi presenti nel tratto intestinale, svolge una fondamentale funzione protettiva. Infatti, è quest’ultimo che agisce contro la proliferazione di agenti patogeni, allontana le sostanze tossiche dall’organismo tramite le feci e contribuisce al processo digestivo.

Il microbiota è quello che comunemente viene definito come flora batterica.

Come ormai confermato da migliaia di studi scientifici, il microbiota intestinale svolge un ruolo importante nella protezione e conservazione dell’organismo umano e, di conseguenza, è cruciale nello sviluppo del sistema immunitario. Basti pensare che ben il 70% del sistema immunitario risiede proprio nell’intestino.

Come insorgono le malattie autoimmuni

Se il microbiota intestinale si trova in una condizione di perfetto equilibrio, si parla di eubiosi. In tal caso, l’organismo è meno soggetto al rischio di infezioni, e infiammazioni.

Può capitare, però, che gli agenti patogeni prendano il sopravvento ed inizino a prevalere sulla flora batterica, creando uno squilibrio. In questo contesto si parla invece di disbiosi, una condizione che espone l’organismo agli attacchi dei patogeni e alle infiammazioni. 

Conseguenza della disbiosi, infatti, è l’indebolimento della barriera intestinale, che permette alle sostanze nocive di penetrare nell’organismo, causando malattie come allergie, patologie autoimmuni e forme reumatiche

In poche parole, l’intestino diventa permeabile. Per capire meglio, possiamo paragonare il nostro apparato digerente ad uno scolapasta che lascia passare, attraverso i buchi, le sostanze pericolose e dannose per l’organismo. Quando la flora batterica è alterata, vengono prodotte sostanze che vanno ad attivare l’immunità. 

La disbiosi si manifesta come uno stato di infiammazione cronica che porta, inizialmente, a disturbi come alterazione della peristalsi, gonfiore e a volte anche prurito.

Quali sono le malattie autoimmuni collegate all’intestino

Tra le malattie infiammatorie croniche dell’intestino ricordiamo la malattia di Crohn e la rettocolite ulcerosa.

Il morbo di Crohn può colpire una qualsiasi parte dell’apparato digerente, dalla bocca all’ano ed è, appunto, una malattia autoimmune.

Ma cosa implica esattamente?

Come in tutte le malattie autoimmuni il corpo non riesce più a riconoscere le cellule dell’intestino come parte di quest’ultimo e perciò il sistema immunitario inizia ad attaccarle, provocando una grande infiammazione.

I sintomi di questa malattia sono quelli legati all’apparato digerente, come gonfiore, crampi, dolore, diarrea, stitichezza e malassorbimento dei principi nutritivi.

Non esiste, purtroppo, una cura per questa patologie, la medicina al momento riesce solamente a limitare il dolore e la sintomatologia con anti infiammatori, FANS e attraverso l’assunzione costante di probiotici.

La rettocolite ulcerosa è, invece, una malattia che interessa principalmente il retto, l’intestino crasso fino ad arrivare, a volte, al colon. Questa patologia è legata soprattutto ad una risposta esagerata del sistema immunitario nei confronti degli agenti patogeni e presenta sintomi molto simili al morbo di Crohn.

Studi recenti sembrano dimostrare che ulteriori malattie autoimmuni si manifestino in concomitanza di alcune alterazioni dell’organismo tra cui anche la disbiosi. 

Tra queste la sclerosi multipla, il diabete di tipo 1 e il lupus. Sono stati trattati dei soggetti affetti da queste malattie autoimmuni con dei probiotici e i risultati sorprendenti hanno evidenziato una diminuzione dei sintomi e dell’infiammazione.

Trattare le malattie autoimmuni a partire dall’intestino 

Tutto ciò significa che, ancora una volta, è l’alimentazione a determinare il nostro stato di salute. Una dieta sana e variegata è sicuramente uno dei modi migliori per mantenere in equilibrio la flora batterica. 

Gli alimenti che favoriscono il giusto funzionamento del microbiota intestinale sono i cereali integrali, il tè verde, i legumi, il pesce azzurro, le uova ed un consumo moderato di carne. Sono da evitare gli alimenti processati e ultraprocessati che possono inasprire i sintomi intestinali.

L’aggiunta di probiotici e prebiotici alla dieta favorisce il ripristino della flora batterica e dell’equilibrio intestinale, alleviando nel tempo la sintomatologia e l’infiammazione delle patologie autoimmuni.

I probiotici giornalieri Vitalongum sono tra i migliori provbiotici per aiutare l’intestino e contrastare gli squilibri batterici tipici delle disbiosi.

L’uso quotidiano degli integratori Neobilive, infatti, aiuta a ridurre lo stato infiammatorio costante in cui si trova l’organismo nelle malattie autoimmuni, alleviandone i sintomi.

Per convivere e, soprattutto, prevenire la disbiosi intestinale e le malattie autoimmuni, inizia ora il trattamento con Vitalongum e ritrova il benessere giorno dopo giorno.

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