Morbo di Crohn: i sintomi, la diagnosi e le terapie per curarlo

da | Feb 14, 2024

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L’universo delle malattie infiammatorie intestinali (IBD) è complesso e sfaccettato e, al suo interno, il morbo di Crohn emerge come una sfida intricata e misteriosa. Questa condizione cronica, caratterizzata da infiammazione persistente del tratto gastrointestinale, colpisce milioni di persone in tutto il mondo, compromettendo la qualità di vita dei pazienti e presentando sfide diagnostiche e terapeutiche uniche.

Dalla definizione alle terapie, passando per i sintomi che si manifestano: nel nostro viaggio attraverso il Morbo di Crohn, esploreremo la complessità della malattia, nonché le implicazioni che essa comporta per coloro che ne sono affetti. Affronteremo le sfide diagnostiche e daremo uno sguardo approfondito alle opzioni terapeutiche attuali.

Cos’è il morbo di Crohn: la definizione

Il morbo di Crohn, conosciuto anche come malattia di Crohn, è una forma cronica di malattia infiammatoria intestinale (IBD) che colpisce principalmente il tratto gastrointestinale. Questa condizione autoimmune provoca un’infiammazione persistente e spesso debilitante che può coinvolgere qualsiasi parte del tubo digerente, dalla bocca all’ano. Caratterizzato da episodi di attività infiammatoria seguiti da periodi di remissione, il morbo di Crohn può presentare una vasta gamma di sintomi, tra cui dolori addominali, diarrea, perdita di peso, affaticamento e complicanze più gravi come stenosi e fistole. La sua esatta causa è ancora sconosciuta, e la sua complessità diagnostica e gestionale impone sfide significative per pazienti e professionisti della salute. 

I sintomi del morbo di Crohn

Possiamo distinguere tra due tipologie principali di sintomi: intestinali ed extraintestinali. 

I sintomi a livello intestinale

  • Dolori addominali 

I pazienti affetti da morbo di Crohn spesso sperimentano dolori addominali, che possono variare in intensità e localizzazione. Questi dolori sono causati dall’infiammazione delle pareti intestinali e possono manifestarsi con crampi persistenti.

  • Diarrea 

Una delle manifestazioni più comuni della malattia: la diarrea nel morbo di Crohn può essere grave e prolungata. L’infiammazione del tratto intestinale, infatti, altera l’assorbimento dell’acqua, causando evacuazioni frequenti e liquide.

  • Sanguinamento rettale 

L’infiammazione delle pareti intestinali può causare sanguinamento rettale, manifestandosi spesso attraverso sangue nelle feci o sanguinamento visibile durante l’evacuazione.

  • Nausea e vomito 

A causa dell’irritazione intestinale, il morbo di Crohn può causare nausea e vomito, contribuendo ulteriormente alla compromissione dell’alimentazione e dell’idratazione.

  • Occlusione intestinale e fistole 

In alcune situazioni, la malattia può portare a complicanze come occlusioni intestinali o la formazione di fistole, complicando ulteriormente la gestione della condizione.

I sintomi extraintestinali del morbo di Crohn

  • Febbre 

In alcuni casi, la malattia di Crohn può essere associata a episodi febbrili. La febbre è generalmente una risposta del corpo all’infiammazione e può essere un indicatore di un’attività infiammatoria significativa.

  • Affaticamento e dolori articolari 

La condizione può causare stanchezza cronica e affaticamento, spesso correlati alla risposta infiammatoria del sistema immunitario e al malassorbimento di nutrienti essenziali.

  • Perdita di peso involontaria 

L’infiammazione costante e l’alterato assorbimento dei nutrienti possono portare a una perdita di peso involontaria. Questo sintomo può essere particolarmente preoccupante e contribuire alla debolezza generale del paziente.

Questi sintomi possono variare da persona a persona e possono manifestarsi in diverse combinazioni e intensità. La comprensione dettagliata di tali segnali è fondamentale per una diagnosi tempestiva e una gestione efficace del morbo di Crohn.

Come si diagnostica il morbo di Crohn

Come capire se si è affetti da morbo di Crohn? Ecco alcuni metodi per la diagnosi della malattia. Ricordiamo che per una diagnosi attenta e completa bisogna sempre e comunque rivolgersi ad un medico professionista, che saprà individuare al meglio il problema e consigliare la migliore terapia da seguire.

  • Esami del sangue – I test ematici possono essere utilizzati per identificare segni di infiammazione nel corpo, come la presenza di globuli bianchi o livelli elevati di proteina C reattiva (PCR) e velocità di sedimentazione degli eritrociti (VES).
  • Analisi delle feci – Campioni fecali possono essere esaminati per la presenza di sangue occulto o segni di infezione. Questo tipo di analisi può fornire indicazioni importanti sulla salute del tratto gastrointestinale.
  • Colonscopia – Questa procedura consente all’endoscopista di esaminare direttamente il colon e l’intestino tenue mediante l’inserimento di un tubo flessibile con una piccola telecamera alla sua estremità (colonscopio). Durante la colonscopia, è possibile prelevare campioni di tessuto (biopsia) per un’analisi più approfondita.
  • Enteroscopia – È simile alla colonscopia ma consente di esplorare direttamente l’intestino tenue. Può essere eseguita mediante l’ingestione di una capsula con telecamera o attraverso l’introduzione di un endoscopio attraverso il retto o la bocca.
  • Imaging radiologico – Tecniche come la tomografia computerizzata (TC) o la risonanza magnetica (RM) possono essere impiegate per ottenere immagini dettagliate delle pareti intestinali, evidenziando eventuali anomalie strutturali, infiammazioni o complicanze.
  • Esame baritato –  Un esame a raggi X in cui il paziente beve una sostanza contenente bario, che rende più visibili le parti del tratto gastrointestinale durante la radiografia. Questo può rilevare stenosi, fistole o altri cambiamenti strutturali.
  • Capsula endoscopica – Il paziente inghiotte una piccola capsula contenente una telecamera che trasmette immagini del tratto gastrointestinale mentre attraversa il sistema digestivo. Questo metodo può essere utilizzato per esplorare zone difficili da raggiungere con altri mezzi.
  • Esplorazione chirurgica sotto anestesia – Riservata a casi selezionati di morbo di Crohn perianale.
Morbo di Crohn: la diagnosi

Le terapie e le cure per il morbo di Crohn 

Il trattamento del Morbo di Crohn tiene conto di diversi aspetti e mira a gestire i sintomi, ridurre l’infiammazione e migliorare la qualità di vita dei pazienti. Chiaramente, l’adozione di qualsiasi terapia deve sempre essere preceduta da un confronto con il proprio medico di fiducia. 

Le opzioni terapeutiche variano in base alla gravità della malattia e alla risposta individuale, includendo:

Terapie farmacologiche

  • Anti-infiammatori – Farmaci come i corticosteroidi riducono l’infiammazione e alleviano i sintomi durante le fasi acute.
  • Immunosoppressori – Riducono la risposta immunitaria per controllare l’infiammazione.
  • Biologici – Anticorpi monoclonali che bloccano specifiche molecole infiammatorie, offrendo un approccio mirato.
  • Antibiotici – Nel caso in cui il Morbo di Crohn presenti la formazione di fistole o si sospetti di un’eventuale infezione batterica, l’utilizzo di antibiotici può essere considerato come parte integrante della strategia terapeutica.

Terapie nutrizionali

  • Dieta a basso residuo – Riduzione dell’assunzione di fibre per alleviare lo stress sul tratto gastrointestinale.
  • Integratori e probiotici – Vitamine e minerali possono essere somministrati per affrontare carenze nutrizionali dovute alla malattia. Inoltre, l’assunzione di probiotici come Vitalongum può aiutare a combattere i sintomi. Il probiotico Vitalongum, infatti, è studiato appositamente per favorire l’equilibrio della flora batterica intestinale quando compromessa da diversi fattori, tra cui anche patologie a carico dell’intestino, interventi chirurgici o l’assunzione prolungata di farmaci.
Vitalongum Probiotico

Chirurgia

  • Resezione intestinale – In caso di complicanze come occlusioni o fistole, la rimozione chirurgica di una parte dell’intestino potrebbe essere necessaria.
  • Correzione di fistole – Interventi mirati alla correzione di fistole o altre complicanze chirurgiche.

Monitoraggio periodico, gestione dello stress e nuove opzioni

  • Esami di follow-up – Controlli regolari tramite esami del sangue, colonscopie o imaging per monitorare la risposta alla terapia e rilevare eventuali complicanze.
  • Supporto psicologico – Date le implicazioni emotive della malattia, il supporto psicologico può essere cruciale nel migliorare la qualità di vita e gestire lo stress.
  • Partecipazione a studi clinici e nuove opzioni terapeutiche – Alcuni pazienti possono considerare la partecipazione a studi clinici per accedere a terapie sperimentali in fase di sviluppo.

La scelta delle terapie dipende dalla complessità del caso e richiede una gestione personalizzata. L’approccio multidisciplinare, che coinvolge medici, nutrizionisti e professionisti della salute mentale, è essenziale per fornire un trattamento completo e migliorare la qualità di vita dei pazienti affetti da morbo di Crohn.

Per concludere, oggi molti Professionisti consigliano anche l’utilizzo di validi probiotici microincapsulati (come Vitalongum) a supporto della terapia per il morbo di Crohn, nonché sostegno ulteriore per la salute intestinale dei pazienti in cura.

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